Senza Titolo
di Tecla BiancolattewROMANorbert/Igor con barba e occhiali, elegante in giacca e cravatta. Norbert in tuta e maglietta a maniche corte e quelle braccia conserte muscolose. Norbert senza pietà negli occhi, come racconta la moglie del barista di Budrio ucciso. Norbert, detenuto modello, amico del cappellano. Norbert che guarda i cartoni. L'uomo più ricercato in Italia è ancora in fuga, ma intanto le foto dei sue mille volti rimbalzano sui media. È molto pericoloso, non ha nulla da perdere. Di sicuro non vuole tornare in prigione, assicura un suo compagno di cella che ricorda come nemmeno i crampi lo distogliessero dalle sue 600 flessioni all'alba. Il pluriomicida ha imparato a mimetizzarsi in Siberia. Ora in mezzo alla piana che separa Bologna da Ferrara, tra la nebbia, i canali e gli acquitrini, sembra essere sparito. Dileguato. Eppure i cani sentono il suo odore nelle tane dei lupi e delle volpi che usa per dormire. Igor il russo, che in realtà ora ha una identità certa, è serbo e si chiama Norbert Feher, è in fuga da sabato primo aprile, data dell'omicidio di Davide Fabbri, barista di Budrio, provincia di Bologna. Domenica 8 aprile nelle vicinanze di Portomaggiore, provincia di Ferrara, viene ucciso Valerio Verri, volontario della guardia ambientale. I risultati del Dna confermano che c'è uno stesso uomo dietro ai due assassini. E per i Ris non ci sono più dubbi: le macchie di sangue trovate fuori dal bar di Budrio e le tracce ematiche scoperte sul Fiorino usato dopo il delitto di Portomaggiore appartengono a lui, Igor-Ezechiele Vaclavic alias Norbert Feher, 41 anni, il detenuto che faceva il chierichetto, il ricercato che girava in giacca e cravatta per Ferrara. E le impronte digitali ritrovate sul mezzo confermano la sua identità, archiviata nelle banche dati delle forze dell'ordine.Le ricerche. I droni sorvolano l'area tra Molinella e l'oasi di Marmorta, centinaia di uomini delle forze speciali, primi fra tutti i paracadutisti del "Tuscania", setacciano le paludi, i cani fiutano ogni possibile giaciglio. Conosce bene la zona, Igor-Norbert. Secondo gli inquirenti mangia tuberi, frutta, uova. «È una persona che in questo momento si sente braccata e può anche sopravvivere con le poche cose che il territorio può offrire» dice il comandante provinciale dei Carabinieri di Bologna, colonnello Valerio Giardina. Forse ora è in fuga su una zattera. Probabilmente è ferito. Il tempo che si è dato chi coordina le ricerche dalla caserma dei carabinieri di Molinella è preciso, 15 giorni. Per trovarlo e per mettere fine alla sua latitanza.L'identikit. Cittadino serbo di Subotica, ex soldato, uomo dalle tante identità. Nel profilo facebook Ezechiele Norberto Feher/Igor Vaclavic ci sono foto e selfie che lo ritraggono in giro per Ferrara, come un turista qualsiasi, sorridente tra i cosplay (chi indossa costumi interpretando un personaggio). In una foto del suo album personale, è insieme a "un grande amico" - scrive lui stesso - don Antonio Bentivoglio, cappellano del carcere dell'Arginone. L'8 marzo si fotografa in giacca, elegante, dice di essere un libero professionista e di vivere a Valencia, in Spagna. «Piuttosto che tornare in galera si farà ammazzare». Così dice ai microfoni di "Mattino 5" un detenuto che lo conosce bene che descrive un «Igor la belva», «freddo e risoluto», che pianifica ogni azione. I precedenti. Norbert gira per la Bassa da almeno un decennio e già nel 2007 fu arrestato per aver rapinato degli agricoltori settantenni, minacciati con arco e frecce, tra Ferrara e Rovigo. Faretra sulle spalle, coltello legato a una gamba, una bandana nera in testa. Look e armamentario da "lupo solitario", così come viene soprannominato in prigione. Prima ancora ci sono i crimini in Serbia, dove è ricercato per rapina con violenza sessuale». In carcere a Ferrara, Norbert conosce lo slovacco Ivan Pajdek e Patrick Ruszo. Con loro nel 2015 compie tre rapine in villa nel Ferrarese. I due complici hanno l'ergastolo per aver ucciso un anziano. Don Antonio Bentivoglio definisce Norbert un detenuto modello: «Ovviamente sapevo del suo passato, ma sembrava sulla buona strada. Non mi sembrava sincero fino in fondo. Ma ammetto di non aver mai pensato a lui come a un potenziale omicida. Nutrivo speranze sul suo conto». Norbert esce dal carcere nel marzo del 2016, con lo sconto di quasi un anno per buona condotta. Ha sul capo un decreto di espulsione mai eseguito perché nessuno Stato, dalla Russia all'Uzbekistan, lo ha riconosciuto come proprio cittadino.©RIPRODUZIONE RISERVATA