Un anno di lavoro contro le mafie
CALUSO La mafia è da sempre stato uno degli argomenti più discussi in Italia, poiché la tocca in prima persona. Così anche al liceo Piero Martinetti di Caluso, si è riflettuto su questa tematica, grazie all'aiuto di Libera, l'associazione fondata da don Luigi Ciotti che informa, sensibilizza e fa crescere una cultura contro le mafie. Infatti la scuola è stato uno dei 4.000 luoghi di commemorazione delle vittime celebrate nella giornata del 21 marzo.Il giorno, inserito nel calendario nazionale, è stato scelto da Libera perché in questa data, si devono rinnovare la verità e la giustizia come si risveglia la primavera con l'impegno di ricordare ogni singola vittima. Durante la commemorazione i ragazzi hanno ascoltato le storie di alcuni personaggi, come Bruno Caccia, Don Giuseppe Puglisi, Emanuela Loi, Emanuele Notarbartolo, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Giovanni Selis, Peppino Impastato, Piersanti Mattarella, Pio La Torre, Rita Atria e Rocco Chinnici. L'interesse dei ragazzi è stato molto attivo e ciò ha permesso un coinvolgimento emotivo da parte di tutti i presenti raggiungendo l'intento della manifestazione. Il progetto, coordinato dalla professoressa Marilena Pedrotti, ha iniziato a prendere forma a giugno 2016, con i primi incontri, con i rappresentanti di Libera di San Giorgio e Ivrea, i più vicini nella zona, i quali vorrebbero aprire un presidio anche a Caluso. I docenti, hanno iniziato a lavorare all'attività dal primo settembre, come afferma la coordinatrice, ed in totale sono stati coinvolti più di 400 alunni ed 11 professori. Le 17 classi, hanno sviluppato argomenti di vario tipo: dai beni confiscati, al caporalato-Mafia al Nord, dai giochi d'azzardo alle vittime della Mafia, ed infine dalle Mafie nel settore del turismo agli emigranti e profughi. Quest'ultimo argomento ha portato all'accoglienza, dalla durata 3 giorni, di 7 profughi all'interno della scuola. I professori, aderenti al progetto, hanno partecipato ad un corso di formazione con diversi relatori, trattando diverse tematiche. La vicepreside afferma di essere molto contenta del lavoro svolto dagli alunni e dai professori e ricorda a tutti i giovani frequentati la scuola, di parlare quando si è testimoni di un reato. D'altronde la mafia, come dice la professoressa Pedrotti «agisce con l'omertà, la violenza e soprattutto per business» e non parlando faremmo il loro stesso gioco.Andreea RaduElena Actis GrossoCristina Caracciolo