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di Gabriele RizzardiwROMA«La discussione su un episodio grave e profondamente antipatico non può far tornare il linguaggio a quello della prima Repubblica. Noi la parola crisi di governo non la vogliamo sentire. I giochini da prima Repubblica contro il Pd al Senato non vanno confusi con l'azione di governo che va sostenuta». Renzi non ci sta a farsi dire che nell'elezione di Salvatore Torrisi alla presidenza della commissione Affari Costituzionali del Senato ha trovato lo spunto per aprire una crisi di governo. E rilancia la palla nel campo avversario: «Il fronte del no al referendum, al Mattarellum, all'Italicum, quello che ha votato Torrisi e ora è maggioranza, adesso ci faccia qualche proposta». E pazienza se i centristi di Ap, ma anche gli esponenti delle opposizioni e qualche dem, sono pronti a scommettere che Renzi e i suoi siano alla ricerca dell'incidente di percorso per marcare le distanze da Gentiloni e dal suo governo. «Le parole di Orfini sono surreali. Se qualcuno cerca pretesti per far cadere il governo e arrivare alle elezioni anticipate lo dica chiaro e si assuma la responsabilità» dice Angelino Alfano, che per tutta la giornata di ieri ha rinnovato la richiesta di dimissioni a Torrisi. Lo ha fatto dopo aver ribadito che Ap «rispetta» i patti e i patti prevedono che la presidenza della commissione sia del Pd. Fatta la premessa, parte l'avviso di sfratto. «La presenza di Salvatore Torrisi in Alternativa popolare sarà incompatibile se il senatore non rinuncerà alla presidenza della commissione Affari Costituzionali del Senato» intima Alfano. Ma il senatore sotto accusa resiste: «Mi sembra inconcepibile, assolutamente irrituale. Sono preoccupato per Alfano. Manco il partito comunista sovietico faceva questa cose. Se mi fossi dimesso ieri, oggi non saremmo riusciti a chiudere la discussione generale sul decreto sicurezza e a fissare il termine per gli emendamenti. Io lavoro per le istituzioni» taglia corto Torrisi. Parole che portano alla "scomunica" di Alfano: «Prendo atto della scelta del senatore Torrisi. Amen. Ha scelto la sua strada. La nostra è diversa: il senatore Torrisi non rappresenta Ap al vertice della commissione Affari Costituizionali». Ma il senatore siciliano non si dà per vinto: «Il gruppo di Alternativa Popolare al Senato mi ha espresso solidarietà, ha condiviso la mia posizione. Io resto al gruppo».Le fibrillazioni, insomma, restano. E ci saranno soprattutto dopo il 30 aprile quando si saprà quanta gente andrà a votare per Renzi e con quale percentuale vincerà, come sembra probabile, l'ex premier. Ci sarà la crisi di governo? Tecnicamente anche i renziani vedono pochi spazi per un voto anticipato, ma non si esclude nulla. Quel che è certo è che Paolo Gentiloni fa capire che il governo è saldo e invita tutti alla calma. «In questo momento delicato del nostro Paese, e perfino del mondo, la principale richiesta della gente alle istituzioni è quella di essere rassicurata. Il governo è qui per questo» dice il premier a Firenze. Renzi ha detto di non voler sentire pronunciare la parola crisi, ma fino a quel momento in molti, da Dario Franceschini fino allo stesso Maurizio Martina, passando per Graziano Delrio, si erano scambiati giudizi perlomeno perplessi su quello che stava accadendo. Franceschini e i suoi, è noto, hanno un rapporto di particolare sintonia con il Quirinale e certo non hanno gradito che il capo dello Stato sia stato chiamato in causa. Ma le perplessità non erano confinate tra i franceschiniani. Raccontano che negli ultimi due giorni parecchie telefonate ci siano state anche tra gli altri principali esponenti della mozione Renzi, compresi Martina e Delrio. Tutti preoccupati per i toni che stava assumendo la reazione affidata a Matteo Orfini e Lorenzo Guerini. «Non si è mai visto» dice uno dei principali esponenti della mozione «che si minaccia una crisi per un presidente di commissione, peraltro comunque della maggioranza. E meno che mai si può chiamare in causa Mattarella per questa cosa...». Lo stesso Gentiloni, raccontano, avrebbe avvertito Guerini e Orfini: «Io capisco l'insofferenza per quello che è accaduto ma tenete presente che nel frattempo noi stiamo trattando con Bruxelles la manovra correttiva e i margini per la legge di bilancio... ».©RIPRODUZIONE RISERVATA