Tre feriti nello schianto col cinghiale

di Simona Bombonatow COLLERETTO GIACOSAPer evitare di centrare il branco di cinghiali, tre auto sono rimaste coinvolte in uno schianto sulla Pedemontana all'altezza della Petroltermica, intorno alle 20.45 di lunedì. Tre persone sono finite in ospedale a Ivrea e Cuorgnè, una delle tre auto è andata quasi completamente distrutta nel tamponamento innescato, come pare, proprio da una brusca frenata finalizzata a scansare gli animali. Un'altra auto ancora ha riportato danni pesanti nella parte anteriore. Il cinghiale investito è morto. Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri, vigili del fuoco. I feriti non sono gravi, ma, oltre ai danni materiali, resta il fatto che circolare sulle strade extraurbane, specie di notte, porta con sè, e sempre di più, il rischio di incidenti causati da cinghiali. Le zone critiche quelle ai piedi dei boschi, i Cinque laghi, sopra Quincinetto, il Basso Canavese. Attenzione quindi sulla statale 26, seguono le provinciali 62 e 75, 92, 22, e le statali 565 e 228, come la provinciale tra Ivrea e Rivarolo e la provinciale 56 tra Caravino e Strambino. Solo l'altra sera, poi, un branco di cinque piccoli sono stati avvistati in via del Crist, a Ivrea, a pochi metri dalle case. Cinghiali che, molto raramente attaccano l'uomo, ma, appunto, mettono a rischio circolazione stradale e coltivazioni. E se gli agricoltori possono almeno contare su un rimborso fino a 15mila euro nel triennio (cosa che comunque penalizza le grandi aziende, con erogazioni non sempre puntuali), per gli automobilisti non è previsto alcunché, avendo la Regione annullato nel 2012 il Fondo di solidarietà. Copre l'Rc auto, ma solo se si sono stipulate polizze con la clausola dedicata. Il punto è che i cinghiali stanno aumentano in modo esponenziale. Una media di quasi quattrocento capi l'anno vengono abbattuti durante le campagne di contenimento di Città metropolitana e Atc, al netto della stagione della caccia che anche per i cinghiali va da fine settembre a gennaio. «Non esiste un censimento - spiegano dalla Città metropolitana di Torino -, per contro abbiamo centinaia di capi abbattuti nelle campagne di contenimento, che vista la crescita del fenomeno l'anno scorso abbiamo voluto estendere alle ore notturne e a un numero di soggetti, sempre qualificato, ma più ampio». Fino al 2012, di richieste di rimborso andate a buon fine, inoltrate dagli automobilisti, se ne contavano attorno alle 400 l'anno. I danni all'agricoltura da 500 a 300mila euro l'anno. All'Ufficio Fauna e flora della Città metropolitana raccontano di ricevere almeno tre chiamate di emergenza a settimana. Ogni femmina partorisce in media 12 cuccioli l'anno. E poi si tratta di animali estremamente adattabili, che nello spingersi verso le zone antropizzate cercano cibo tra i rifiuti urbani. Per questo può accadere di trovarne in città, aiutati anche dal fatto che «le campagne, sempre meno coltivate, siano tornate a bosco». Solo a dicembre, a Burolo, aveva fatto discutere l'abbattimento ad opera del sindaco Franco Cominetto di un esemplare spintosi tra le abitazioni.