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FROSINONESi allarga l'inchiesta sull'omicidio di Emanuele Morganti, il 20enne massacrato una settimana fa fuori da un locale di Alatri. C'è un ottavo indagato e si tratta di un uomo che era presente al momento dell'aggressione. La sua identificazione è avvenuta nelle ultime ore nel quadro degli accertamenti disposti dal procuratore di Frosinone Giuseppe De Falco. Gli altri sette indagati sono Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, entrambi in carcere per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, mentre quattro buttafuori e il padre di Castagnacci sono accusati di rissa. Non è escluso che i due fratellastri fermati per l'omicidio possano essere di nuovo interrogati dagli inquirenti nei prossimi giorni. Oggi Marilena Colagiacomo, legale di Franco Castagnacci, il padre di Mario, presenterà istanza al procuratore perché il suo assistito vuole essere ascoltato dalla procura di Frosinone. Su un giornale locale l'uomo aveva smentito di aver partecipato al pestaggio del ragazzo, assicurando di aver anche provato a difenderlo. «Mio figlio Mario non ha infierito in niente - ha anche detto - non ha dato nessun colpo finale». Intanto sembra perdere consistenza, poiché non emergono riscontri, l'ipotesi di un delitto maturato nell'ambito di una vendetta contro Emanuele per aver difeso un anno fa una ragazza che stava litigando con il fidanzato, amico dei due fermati. Per gli inquirenti rimangono aperte tutte le piste, compresa quella di un gesto legato all'abuso di alcol e droghe. Ma al momento i contorni in cui è maturato il pestaggio non sono ancora chiari. Troppo diverse appaiono le testimonianze degli amici di Emanuele da quelle degli amici di quello che è stato definito il "branco". Tanto che che si fa strada l'ipotesi di un depistaggio delle indagini da parte di alcuni testimoni. L'inchiesta però va avanti e si aspettano i risultati di alcuni rilievi tecnici effettuati durante il nuovo sopralluogo fatto venerdì sera dai carabinieri in piazza Regina Margherita, teatro del pestaggio. Sabato è stato il giorno del dolore: tutta Tecchiena, la frazione di Alatri dove Emanuele era nato e viveva, si è ritrovata ai funerali. In migliaia hanno partecipato alle esequie, arrivando anche dai paesi vicini. La sorella del giovane ucciso, Melissa, subito dopo la messa, ha chiesto che venga dato un nome a chi ha ucciso suo fratello.