«Si torni a progettare il nuovo ospedale»

IVREARiprendere in mano la questione del nuovo ospedale di Ivrea. Nel 2007 compariva nel programma regionale degli investimenti in edilizia e attrezzature sanitarie con altre quattro strutture. Nel 2009, l'assemblea dei sindaci dell'Asl aveva approvato l'area giudicata idonea per ospitare il nuovo ospedale di Ivrea, a sud dell'area ex Montefibre. Poi tutto si era fermato, la sanità regionale era sprofondata nel buio di un maxidebito. E ora? Ora che si è fuori dal piano di rientro il tema torna di attualità. Luigi Ricca, sindaco di Bollengo ed ex assessore regionale ai tempi di Mercedes Bresso (quando fu approvato il piano dei nuovi ospedali) rilancia il tema. E lo fa con una lettera all'assessore regionale Antonio Saitta, al direttore generale dell'Asl/To4 Lorenzo Ardissone e a Carlo Della Pepa, presidente dell'assemblea dei sindaci dell'Asl/To4. A Della Pepa, Ricca chiede che il punto sia messo nero su bianco nel prossimo ordine del giorno dell'assemblea dei sindaci dell'azienda sanitaria. Del resto, già all'ultimo incontro aveva sollevato il tema, come provocazione, ma non più di tanto. E il direttore generale Ardissone aveva raccolto. Perché un fatto è innegabile: l'ospedale di Ivrea è una struttura inaugurata sessant'anni fa e in alcune sue parti rimasta tale, con molti lavori fatti per ampliare, nella roccia o con altri padiglioni, gli spazi. E che ormai sia una struttura inadeguata, con elevati costi di gestione e poco funzionale è sotto gli occhi di tutti. Per questo Ricca dice di riprendere quel discorso da là, dove era stato lasciato cadere. «Negli ultimi vent'anni sono state investite risorse consistenti, con un ospedale perennemente in restyling», dice Ricca. Che chiede: «Ma siamo sicuri che la struttura sia sempre a norma? E l'impiantistica efficiente? Quali sono i costi dei consumi dell'energia elettrica? Sono in linea con i costi standard o sono al di sopra della media proprio a causa della condizione dell'edificio». «Mi sento di affermare senza tema di smentita - incalza - che le condizioni della struttura attuale sono inadeguate rispetto alle caratteristiche di un ospedale moderno, che guarda al futuro. E penso anche che continuare con le ristrutturazioni non porti a un miglioramento, ma ci sia il rischio di un serio peggioramento dell'efficienza». Quindi si riprenda in mano il discorso: «Si realizzi una città della salute e dei servizi del Canavese, si negozino le risorse. Sarebbe un modo per risparmiare a medio termine, avere servizi efficienti e dare un contributo all'economia del territorio». (ri.co.)