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di Gabriella Cerami wROMAStangata contro i 5Stelle, accusati di «attentato al funzionamento delle Istituzioni» per aver protestato alla Camera contro i vitalizi e aver tentato di fare irruzione nella biblioteca della presidente mentre era in corso l'ufficio di Presidenza che ha bocciato la loro proposta. Quel giorno, il 22 marzo, quattro assistenti parlamentari sono stati portati in infermeria. Ieri 42 deputati M5S sono stati sanzionati con diversi giorni di sospensione per aver commesso atti ritenuti «senza precedenti e di gravità assoluta» perché perpetrati con «modalità aggressive». Queste le motivazioni dell'ufficio di Presidenza, a cui replica Luigi Di Maio: «Non ci arrendiamo».La Camera ha dunque stabilito 10 giorni di sospensione per i deputati che hanno esposto i cartelli #SiTengonoIlPrivilegio stando sui propri banchi; 12 giorni per chi ha protestato sotto i banchi della presidenza; 5 giorni per chi ha aspettato fuori l'ufficio e 15 giorni per chi ha tentato di entrare. Carichi di rabbia per la decisione, i deputati e i big del Movimento hanno lasciato la Camera per protestare in piazza Montecitorio dove hanno esposto fotografie dei vari membri dell'ufficio di Presidenza (da Roberto Giachetti a Simone Baldelli, passando per Marina Sereni) accompagnate dalla scritta #Sitengonolapensione. «Alcuni dei nostri sono stati puniti solo perché sostavano fuori l'ufficio di Presidenza per sapere cosa avessero votato queste persone», spiega Di Maio indicando i cartelli agitati dai parlamentari grillini. «Come al solito - prosegue - chi si prende la pensione è anche colui che dice di aver difeso la democrazia e l'indipendenza dei politici, chi combatte contro le pensioni viene punito». E poi ancora: «Non ci mandano a votare perché vogliono la pensione a settembre. Hanno vinto una battaglia, ma non la guerra».Alessandro Di Battista sfida invece il Pd: «Non vediamo l'ora che la proposta Richetti arrivi in aula perché la voteremo tranquillamente». La proposta del deputato Matteo Richetti giace in parlamento ormai da luglio 2015. Prevede l'introduzione di «un sistema previdenziale identico a quello vigente per i lavoratori dipendenti», ma anche alla «sua estensione a tutti gli eletti» in modo da «abolire definitivamente i trattamenti in essere basati ancora sull'iniquo sistema degli assegni vitalizi». Roberto Fico, capogruppo M5S alla Camera, fa infatti notare: «Noi abbiamo chiesto di abolire le pensioni e se non le aboliscono adesso, le aboliremo noi quando andremo al governo, anche retroattivamente». Tuttavia a non essere d'accordo con la proposta Richetti sono non pochi parlamentari dem. Così i grillini puntano a spaccare il Pd.©RIPRODUZIONE RISERVATAROMA Doveva essere un rientro low profile quello immaginato da Silvio Berlusconi alla vigilia della sua partecipazione al congresso del partito popolare europeo a Malta. E invece il Cavaliere, pur evitando di intervenire ufficialmente nella giornata conclusiva, ha saputo comunque conquistare i riflettori e il tanto atteso incontro con la cancelliera Angela Merkel immortalato dai flash dei fotografi. E in attesa della riabilitazione che, a suo giudizio, la corte di Strasburgo non potrà che concedergli, il leader di Forza Italia ha voluto mandare un messaggio rassicurante agli altri leader presenti: «In Italia - è stato il ragionamento - c'è il rischio di un'affermazione dei populisti e, con il Pd che perde pezzi, l'unica alternativa credibile siamo noi». Insomma, nessuna intenzione di cedere lo scettro ad altri, tantomeno a Matteo Salvini che nelle stesse ore si trovava a Genova per ufficializzare insieme con il resto degli alleati la candidatura di Matteo Bucci a sindaco. Il segretario del Carroccio preferisce non alzare il tiro e si limita solo ad osservare che rispetto alla Merkel lui «preferisce altre frequentazioni». Più diretta la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, pronta a riconoscere come la collocazione europea «sia il grande nodo da sciogliere nell'alleanza di centrodestra». La presenza d'altronde del Cavaliere al congresso del Ppe indica chiaramente come Forza Italia non abbia nessuna intenzione di cambiare direzione, anzi. L'attesa comunque era per il colloquio con la Cancelliera tedesca che, stando a quanto riferiscono da Fi, è stato molto cordiale. Diversi i temi trattati: dall'immigrazione al pericolo terrorismo. Con una panoramica di quello che deve fare l'Europa per ripartire dopo la Brexit: «Un grande dolore - è il commento fatto - ma rispettiamo il volere degli inglesi. Ora è tempo di restare uniti. Per l'Europa era importante avere anche la Gran Bretagna, ma dobbiamo accettare la separazione e adesso è importante che si resti uniti». Proprio ieri, però, è arrivata l'ennesima tegola giudiziaria per Berlusconi. La Procura di Milano ha infatti chiuso un nuovo filone dell'inchiesta "Ruby ter", in vista della richiesta rinvio a giudizio per l'ex premier ancora accusato di corruzione in atti giudiziari: avrebbe versato fino allo scorso ottobre quasi 400mila euro a tre delle ospiti, ora complici, delle serate hard ad Arcore in cambio del loro silenzio. Come si legge nel nuovo capo di imputazione, anche questi ulteriori versamenti ad Aris Espinosa, Elisa Toti e Giovanna Rigato, scoperti dagli inquirenti, sarebbero avvenuti, tramite Giuseppe Spinelli, il ragioniere di fiduci« dell'ex premier, sia con bonifici, sia con assegni sia in contanti. La nuova tranche di indagine è nato da alcuni accertamenti nell'ambito dell'inchiesta per una presunta tentata estorsione nei confronti del Cavaliere.di Nicola Corda wROMA«Attenzione alle relazioni tra la Russia di Putin e il Movimento 5 stelle». Forse sono anche sovvenzionati, accusa il Partito democratico «prima o poi la cassaforte salterà fuori». L'accostamento ha fatto saltare sulla sedia in molti. Le informazioni riservate arriverebbero da non meglio precisate fonti governative degli Stati Uniti (precedenti alla nuova amministrazione Trump) che hanno messo in allarme sui legami tra governo russo e il Movimento. I riflettori accesi a largo raggio su tutti i partiti non solo italiani che subirebbero l'influenza di Putin, con l'intento preciso di destabilizzare anche altri Paesi, in particolare quelli che si avviano a celebrare le elezioni nei prossimi mesi. Nell'allerta finiscono anche la Francia con il Front national di Marine Le Pen e la Serbia, uno dei prossimi Paesi candidati a entrare nell'Unione europea. Cosa ci sia dietro l'allarme, lanciato anche sui giornali italiani, e perché proprio il M5s finisca nella lista nera dei servizi d'intelligence americani, non è facile capirlo. Tra i contatti (che esistono) e i legami, ci sono differenze ma tanto basta per ingaggiare un nuovo scontro tra il Pd e i parlamentari pentastellati costretti a smentire e difendersi. «Mi viene da ridere, proprio noi che siamo contro ogni intromissione, per il principio di non ingerenza negli affari interni dei Paesi terzi - spiega Manlio Di Stefano - staremmo tramando con la Russia per orientare le prossime elezioni e destabilizzare l'Italia?». Di Stefano viene chiamato in causa perché nel giugno scorso è stato l'unico politico italiano al congresso di Russia unita, il partito di Putin, manifestando la contrarietà alle sanzioni Ue contro Mosca e in linea con la campagna in Siria al fianco di Assad contro il terrorismo. Per il Pd è la pistola fumante delle «relazioni pericolose». L'attacco diretto arriva da Andrea Romano: «Non ho la certezza che arrivino sovvenzioni economiche dalla Russia, ma penso di sì» dice, chiamando in causa hacker russi per «gli attacchi sferrati in Italia». Il sottobosco del web nel mirino e tanto basta a Romano per lanciare l'allarme di un «sostegno organizzativo e logistico alla grande armata digitale dei 5 Stelle». Quando si parla di soldi da Mosca ai partiti italiani, sembra di tornare a cinquant'anni fa e anche allora si diceva che si trattava di una strategia per indebolire un paese strategico per la Nato in piena guerra fredda. Così la vicenda oltrepassa i confini e anche il Cremlino è costretto ad affidare alle agenzie una mezza smentita. «Si tratta di informazioni vaghe, non facciamo commenti» dice la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, spiegando tuttavia la normalità di «relazioni ufficiali con movimenti che sostengono i governi o di opposizione, nel pieno rispetto delle regole costituzionali». Che la Russia abbia come obiettivo quello di indebolire l'Unione europea non è un mistero, visti i rapporti con l'Ucraina e le nuove tensioni con la sponda baltica. Ne è convinta un'altra esponente del Pd, Lia Quartapelle, che con un'interrogazione al ministro degli Esteri e dell'Interno, chiede di fare luce sulle denunce emerse da diverse fonti giornalistiche. «Ormai non ci crede più nessuno - replica Alessandro Di Battista - sono mesi che una parte del sistema mediatico insiste su questa storia. Se c'è chi sta davvero provando a interferire sulle future elezioni in Italia - perché teme il M5s al governo - è proprio chi ogni giorno inventa notizie su di noi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA