Tentato furto di rame alla Cogeis, in due a processo

BORGOFRANCO Nei guai due rumeni colti da alcuni dipendenti della ditta Cogeis nel tentativo di rubare le anime in rame di fili elettrici custoditi nel magazzino del deposito. A processo sono finiti Daniel Irimita, 52 anni (difeso dall'avvocato Antonio Laganà) e Gheorghita Feraru, 36 (difeso dall'avvocato Giorgio Oberto), col capo d'accusa di tentativo di furto. I fatti, risalenti al luglio 2014, sono stati esposti dal personale della Cogeis presente in loco in quella circostanza, dal legale rappresentante contattato in prima persona e da un carabiniere della stazione di Ivrea Banchette intervenuto sul posto. La coppia di rumeni sarebbe stata colta sul fatto da due elettricisti, nel pomeriggio, al cambio turno nel grande stabilimento industriale, in parte dismesso, già oggetto in passato di razzie, mentre erano intenti ad armeggiare sui cavi elettrici dietro un container, dotati di attrezzi come pinze e cacciaviti. Adducendo vaghe giustificazioni delle loro presenza in un italiano stentato (un riferimento all'aver pernottato accanto al deposito), nell'attesa dell'arrivo dei carabinieri i due si sono dati alla fuga: il più giovane, minorenne, è riuscito a raggiungere la stazione di Borgofranco, dove è stato fermato, mentre l'altro non è andato oltre il perimetro di recinzione, bloccato da un dipendente. Dagli accertamenti condotti dall'Arma è risultato che il più anziano dei due, che sul momento aveva fornito il nome diverso di Florin Cozzaru, in realtà si chiamasse Daniel Irimita, omonimo del figlio. Da un portafogli rinvenuto tra i loro attrezzi si è risaliti al nome di Feraru, altri rumeno in seguito spontaneamente costituitosi. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a otto mesi di reclusione e 500 euro di multa per Irimita (cui si aggiunge il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale sulla propria identità) e sei mesi e 300 euro per Feraru. Per le difese si tratterebbe di un processo solo indiziario, in quanto i due non sarebbero stati colti effettivamente in flagranza di reato (nessuno dei dipendenti li avrebbe visti armeggiare sul momento con i cavi elettrici) e per uno degli imputati si contesta addirittura il fatto non fosse presente fisicamente sul posto, indicato solo come nome su una carta d'identità in possesso altrui. Il rinvio per repliche è programmato per il prossimo 8 maggio. Michele Tetro