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Una lite per difendere la fidanzata, oggetto di battute pesanti da parte di un giovane albanese, forse ubriaco. Poi il pestaggio violentissimo in strada, fuori del locale, aggredito da diverse persone. Così è ora in fin di vita Emanuele Morganti, ventenne che venerdì notte era con la ragazza in un locale di Alatri, in provincia di Frosinone, quando tutto é cominciato. Per i medici del Policlinico Umberto I di Roma, dove è stato trasportato in eliambulanza e operato, non ci sono speranze di salvarlo. A ore potrebbe essere dichiarata la morte cerebrale. Nove sospettati vengono interrogati dal pm. In particolare si cerca il giovane che avrebbe dato i colpi più devastanti con una spranga. Colpi che hanno provocato a Morganti fratture multiple al cranio e alla cervicale. Era evaso dal carcere di Frosinone nel più classico dei modi l'esponente del clan Belforte Alessandro Menditti, segando le sbarre dell cella con una fiamma ossidrica e poi calandosi dal tetto del penitenziario per 15 metri con una corda di fortuna fatta annodando le lenzuola. A distanza di una settimana dall'evasione, i carabinieri del Reparto Operativo di Caserta lo hanno stanato al termine di un'indagine lampo condotta in modo altrettanto classico, visto che Menditti con sé non aveva né cellulare né un altro supporto informatico da poter rintracciare. L'esponente del clan Belforte, condannato definitivamente per associazione camorristica ed estorsione, è stato catturato in un immobile in costruzione a Recale, comune confinante con Caserta dove il camorrista ha sempre gestito gli affari illeciti di famiglia; con sé non aveva armi, non ha opposto resistenza ai carabinieri che hanno fatto irruzione nello stabile e non ha detto nulla quando è stato ammanettato. Gli investigatori dell'Arma, coordinati dalla Procura di Frosinone, sono riusciti a stanarlo pedinando i suoi fedelissimi, pedinandoli e intercettandone i telefoni. Sono stati seguiti anche i tre figli e altri parenti. Il sospetto che fosse tornato a Recale proprio per rivedere i figli era forte, visto che Menditti - fine pena 2026 - pur non essendo recluso al 41 bis, non li vede di frequente, a causa delle detenzione della moglie e dei fratelli.