Rifiuti, consorzio sempre più spaccato
CUORGNÈ È sempre più muro contro muro tra i Comuni maggiormente rappresentativi del territorio (Castellamonte, Cuorgnè e Rivarolo) ed i piccoli centri montani e di pianura dell'Alto Canavese sulla spinosa questione dei rifiuti. L'assemblea consortile del Cca (Consorzio canavesano ambiente), riunitasi nel tardo pomeriggio di martedì nell'ex chiesa della Trinità di Cuorgnè, si è trasformata in una vera e propria resa dei conti. Oggetto della contesa, la ripartizione dei costi del servizio per l'anno 2017 che ammontano complessivamente a 10milioni 39mila 141,78 euro. Il sindaco di Borgiallo, Franca Cargnello, ha illustrato una proposta di mozione nella quale alcuni sindaci di piccoli Comuni hanno manifestato il loro dissenso sul Piano finanziario 2017. «È indubbio che raccogliere la spazzatura nei paesi più grandi costa meno che nei centri di montagna, ma va rispettato il concetto di solidarietà tra i Comuni - ha sottolineato il primo cittadino borgiallese -. Nel confronto tra la ripartizione dei costi del servizio 2016 e la proposta di piano finanziario 2017 si notano aumenti e diminuzioni a carico dei Comuni altamente disequilibrati anche in aree omogenee. I sindaci devono essere messi nelle condizioni di capire e, quindi, poter spiegare ai propri cittadini il perché di aumenti che da alcuni anni, ma soltanto per alcuni Comuni, gravano sulle loro bollette per il servizio rifiuti».Con tale mozione, i firmatari hanno chiesto all'assemblea il rinvio dell'ordine del giorno al fine di ottenere i chiarimenti richiesti. Posta in votazione, la mozione è stata respinta avendo ottenuto solo il 20,576% dei consensi, percentuale rapportata alla quota per numero di abitanti. «Non pagano i cittadini ma gli utenti- ha replicato il vicesindaco di Castellamonte, Giovanni Maddio -. I conti quest'anno sono stati fatti dallo studio dell'ingegner Caminiti (come richiesto dall'assemblea, ndr) con l'ausilio del consorzio e su dati forniti dai Comuni consorziati, ed i Comuni grandi hanno sempre giocato a carte scoperte».Ma il risultato ottenuto è che il consorzio, che sarà sciolto a fine 2017- inizio 2018 nel contesto delle modifiche nella gestione del settore rifiuti della Città metropolitana, ne esce sempre più spaccato. «Questo non è un fatto positivo, richiamo i sindaci ad un senso di responsabilità- ha affermato il presidente del Cca, Maurizio Perinetti -. Cercherò di tutelare fino in fondo questo territorio. In Alto Canavese, peraltro, vi è la minor produzione di rifiuti in tutta la Città metropolitana, meno di 400 chilogrammi per abitante».Chiara Cortese