«Susanne, il suo racconto un nodo alla gola»

STRAMBINOÈ ormai il quarto anno consecutivo che, grazie alla collaborazione con la Fondazione Camis De Fonseca di Torino, in occasione della Giornata della Memoria, i bambini della scuola primaria di Strambino incontrano Susanne Raweh, una delle ultime testimoni sopravvissute alla Shoah, autrice anche del libro che si intitola "La storia della nonna bambina". Il racconto di nonna Susanne ha molto colpito gli alunni, come si può capire dai loro testi. Ecco i pensieri degli alunni della primaria di Strambino. «Questa mattina la signora Susanne ci ha raccontato la sua storia e mentre la raccontava mi sono sentita prima triste perché lei aveva vissuto questo, ma anche felice perché da sopravvissuta noi abbiamo avuto la fortuna d'incontrarla» (Alice R.).«Siamo rimasti tutti molto colpiti nell'incontrare una signora che da piccola ha vissuto nei campi di concentramento» (Sara).«Mentre parlava ho riflettuto su quello che sapevo e ho scoperto cose che non immaginavo e mi è piaciuto tantissimo» (Sofia).«Mi sono sentita molto scossa nell'ascoltare il racconto di ciò che lei aveva vissuto, ma mi sono sentita anche felice perché è sopravvissuta a tutti quegli avvenimenti terribili» (Melissa)».«Non è giusto morire solo per la propria razza, religione o per la propria provenienza» (Alice).«Ho ripensato al film "La vita è bella" e mi sono sentita un nodo alla gola e poi ricordandomi il campo di concentramento che sono andata a visitare a 8 anni ho capito ancora di più la sofferenza provata da tante persone innocenti» (Alice C.).«Ho pensato a tutte quelle persone che hanno sofferto molto senza la loro casa, senza le loro cose importanti, senza amici, senza allegria, molto tristi e depresse» (Ilaria).«Ho sentito dentro di me un vuoto e pensavo l'uomo come può essere così spregevole facendo tutte quelle vittime» (Alessio).«È terribile che la nonna bambina abbia vissuto la Shoah pur non avendo commesso nulla di male» (Martina).