La Sentinella e il Carnevale del Dopoguerra
IVREA Anche la Sentinella è stata tra i protagonisti della rinascita del Carnevale dopo il secondo conflitto mondiale, provvedendo, dalle sue pagine, a un'azione volta al recupero della tradizione e, soprattutto, a rendere consapevoli eporediesi e canavesani dell'importanza di riappropriarsi del proprio patrimonio culturale e folclorico e di valorizzarlo.Di quella lontana manifestazione racconta Alessandro Riva, titolare, con la sorella Paola, della storica libreria Garda: «Nel 1946, ci fu già un'edizione ridotta del Carnevale, ma l'anno successivo, grazie a un Comitato appositamente costituito e composto soprattutto da commercianti ed esercenti eporediesi, si provvide, dopo un'interruzione di sei anni, a organizzare una manifestazione completa. Lo zio Ugo, direttore della Sentinella dal 1945 al 1951, e mio padre Oreste, che lo affiancava nello stabilimento tipografico-librario di famiglia, stamparono i manifesti con il programma che vennero affissi sui muri e negli uffici comunali cittadini: manifesti enormi di oltre due metri d'altezza, decorati con un motivo floreale lungo la parte superiore. Il primo Carnevale del dopoguerra, tra l'altro, contemplava ancora la presentazione della Mugnaia la sera della domenica e il Veglionissimo mascherato del lunedì, mentre la Preda in Dora era assente». «Sul manifesto - sottolinea Riva - sono presenti le due incisioni raffiguranti rispettivamente l'abbruciamento dello scarlo e la zappata in piazza del Municipio che ritroviamo a illustrare l'opuscolo sul Carnevale d'Ivrea, supplemento straordinario al numero 6 del 7 febbraio 1947 della Sentinella del Canavese, il giornale fondato dal mio bisnonno Oreste nel 1893. L'opuscolo fu una riedizione di quello uscito, con motivi ornamentali e spessore della carta differenti, nel 1898. Composto da quattro pagine, la prima con la Canzone del Carnevale, seconda e terza con la storia della manifestazione ("La Tradizione del Carnevale d'Ivrea o la Figlia della Dora" a firma de Il vecchio Bibliotecario, pseudonimo usato dallo stesso Oreste Riva) e la quarta recante due incisioni. La ristampa fu effettuata in 5 differenti colori». «Anche dopo il periodo del Carnevale - aggiunge Alessandro Riva - saranno in vendita alla Libreria Garda, fino a esaurimento scorte, gli opuscoli del '47 e le Sentinelle originali di quel Carnevale, oltre alle ultime stampe acquerellate raffiguranti la Zappata con la Mugnaia. Abbiamo deciso di dar fondo alle riserve anche per ovviare alle continue richieste da parte dei collezionisti. In vendita durante tutto l'anno, poi, anche le cartoline originali stampate dalla ditta Garda». «In casa nostra - conclude Riva - si è sempre parlato molto del Carnevale 1947 che vide protagonisti, quali Mugnaia e Generale, Gertrude Kiefer, moglie di Massimo Olivetti, e Ciro Merli, due persone in vista e particolarmente eleganti: Gertrude teneva moltissimo a essere Mugnaia e in Merli, che negli anni del conflitto si era adoperato per salvare la vita di numerosi partigiani, gli organizzatori ravvisarono la persona più adatta ad equilibrare l'origine tedesca della Mugnaia che avrebbe potuto destare problemi nella gente. Fu una sfida anche emotiva e fu vinta nell'ammirazione corale per i due splendidi interpreti». Una curiosità? «Sicuramente il Ballo dei bambini - conclude Riva - che quell'anno si tenne nella sede dell'Unione sportiva, a Palazzo Giusiana. Tra le bambine che parteciparono una deliziosa Valeria Chabod, Mugnaia 1980, cara amica di famiglia, in un costume creato e cucito con perizia e amore dalla sua mamma, Dina Foscale, Mugnaia 1949. Una foto la raffigura "scortata" da un piccolo cavaliere in frack. Il Ballo dei bambini, negli anni '60 si trasferì al Giacosa e cessò alla fine dei '70». (fr.fa.)