Dopo il trionfo 2016 si cerca la conferma
di Mauro MichelottiwIVREAIL 2016 è stato l'anno dei 70 anni di fondazione, ma anche quello del trionfo in piazza di Città, dopo un digiuno durato troppo a lungo. Ora, con in tasca la vittoria e, naturalmente, l'entusiasmo che questa ha generato, l'Asso di Picche cerca la conferma forte dello spirito di squadra che anima la formazione rossoblu. Non ci si culla sugli allori, si riparte con la consapevolezza che un bacheca più ricca (e quella dei "ragazzi" del presidente Corrado Bonesoli è ricchissima, anche per via dell'età anagrafica) più che sinonimo di blasone significa maggiore responsabilità. Chi fa bene, vuol fare, anzi, deve fare sempre meglio, e in via Riva c'è un'organizzazione tale che nulla, davvero nulla, può essere lasciato al caso.L'Asso di Picche è nato nel 1947, 70 anni di tiro li ha festeggiati lo scorso anno, come detto, con tutta una serie di iniziative che l'evento meritava (tra gli altri, la pubblicazione di un libro), ma il clima di festa si è respirato, e si continua a respirare, sin dall'uscita dei Pifferi il giorno dell'Epifania. Nel mese in mezzo in cui la sede è rimasta aperta per le iscrizioni due volte la settimana, il martedì ed il venerdì c'è sempre stato una grande affollamento, anche per via delle originali feste a tema organizzate. E con l'apertura tutte le sere dell'ultima settimana ci si è caricati al punto giusto per i giorni caldissimi della battaglia.«Siamo pronti, come sempre - sottolinea Bonesoli -. Il gruppo è rodato e la partecipazione in sede, anche di tanti aranceri di altre squadre, nell'ultimo periodo, è segno inequivocabile che da noi si sta bene, come una grande famiglia. Il successo dello scorso anno, che non è stato solo quello sul campo, ma per tutto il lavoro che abbiamo profuso, ci ha naturalmente motivati. La squadra è forte e si presenta molto ringiovanita. L'aver ritrovato l'appeal giusto è motivo di grande soddisfazione».L'Asso di Picche, come detto, è stato costituito nel 1947 e il 2016 ha coinciso con i primi settant'anni ininterrotti di tiro. I colori sono gli stessi del rione San Maurizio, il rosso e il blu, dunque, del resto con la parrocchia c'è un rapporto specialissimo visto che la sede di via Riva è in un locale attiguo dell'antica chiesa dei frati. Sacro e profano si incontrano, dunque, e non solo a Carnevale. Da due anni, dopo la metà di settembre, in collaborazione con la Fagiolata del Castellazzo nel rione viene organizzata la festa di San Maurizio, un modo per tenere ben salde le origini e dare un contributo per rivitalizzare un angolo della vecchia Ivrea che negli anni ha perso un po' di smalto.L'Asso di Picche, va ricordato, è anche in rete con il suo sito, la pagina Facebook, il profilo Instagram, il tutto per essere in tempo reale (come l'orologio che scandisce giorni, ore, minuti e secondi che mancano al Carnevale) in grado di interagire con chiunque condivida l'identica passione.Anche quest'anno piazza di Città, dove da domani si camminerà su tonnellate di arance, è impreziosita dal fantastico disegno tracciato sui cubetti in porfido. Un segno di distinzione, anche questo.