Senza Titolo
di Vincenzo IoriowIVREAÈ una mattina di settembre quando il telefonino di Claudio Ferrero, 40 anni, squilla. È sulla Pedemontana ed ha appena attraversato l'ultima galleria, diretto a Ivrea per lavoro. «Lo ricordo come se fosse ieri - racconta durante una pausa di una sera di gennaio dedicato al tour vorticoso delle viste alle squadre degli aranceri -. È Maurizio Leggero (del triumvirato della Fondazione, responsabile storico artistico, ndr), amico di lunga data, che senza tanti giri di parole mi chiede se ho voglio di fare il Generale. Penso a uno scherzo, rido, cerco di non perdere il controllo dell'auto». Pochi secondi e Ferrero capisce che quella telefonata alle 8.30 del mattino è tutto tranne che uno scherzo. «Mi viene da dire che devo pensarci, che devo soprattutto confrontarmi con la mia famiglia perché inevitabilmente sarebbero stati coinvolti - ricorda Ferrero -. La verità è che io avevo già deciso: volevo essere Generale. L'occasione era unica».L'aneddoto familiare è molto divertente. Morgana Ellena Lancino, sua compagna di vita da 17 anni, sta per partire per Formentera insieme a un'amica. «Io sarei rimasto qui a lavorare e ho fatto leva su questo particolare - racconta ridendo Ferrero -. Morgana non poteva dirmi di no in quel frangente. E così quando ho affrontato l'argomento, lei aveva già le valigie pronte. Mi hanno detto sì, anche se ha sottolineato - conoscendomi molto bene - che in fondo io avevo già deciso. Ed è vero».Grande sostenitrice di Claudio Ferrero nell'accettare la proposta della Fondazione è stata la mamma, Vanda Mosca. «Mia madre è impazzita di gioia quando l'ha saputo e continua a sostenermi ogni giorno». Il suo entusiasmo viene raccontato con grande simpatia dal Generale Ferrero durante la presentazione dei personaggi maschili, nella sala Dorata del Municipio: «Un piccolo omaggio e un modo per sfondare. In Italia se citi la mamma va sempre bene». E a dimostrazione del fatto che la famiglia viene sempre coinvolta, il fratello del Generale, Roberto Ferrero, avvocato, si è arruolato nello Stato Maggiore (prima nomina). Sorriso spontaneo, risata contagiosa e con la battuta sempre pronta e mai fuori luogo, il Generale Ferrero affronta con entusiasmo il tour delle componenti. La prima tappa, in occasione degli auguri natalizi, è la sede dei Pifferi e tamburi. «Da brivido - racconta -. Intanto, dopo un anno riascolti quelle note e ti emozioni perché in quella musica c'è l'essenza del nostro Carnevale. In quell'occasione l'emozione è doppia perché tu sei il cittadino designato Generale e loro stanno suonando per te. È pazzesco quello che ho provato».Dalla presentazione sul sagrato del municipio del 6 gennaio in poi, è tutto un rincorrersi di appuntamenti e di impegni. Al suo fianco c'è sempre Vincenzo Ceratti, 50 anni, aiutante di campo addetto al Generale. Una sorta di ombra che lo segue ovunque con i suoi consigli puntuali. «Con Vincenzo ho la possibilità di vivere il Carnevale come se stessi cavalcando un'onda - conclude Ferrero -. Lui mi detta i tempi e insieme riusciamo sempre a divertirci. Tra noi c'è una complicità innata. In tanti momenti i suoi suggerimenti e la sua esperienza sono indispensabili».