«Ma non creiamo allarmismo sulle espulsioni»
wIVREA Interviene Armando Michelizza, garante dei diritti delle persone private della libertà personale, sul caso di Said Mbejtate, il 38enne di origine marocchina espulso, come ha informato una nota del Viminale, al termine di un'indagine «emerso all'attenzione nell'ambito del monitoraggio all'interno delle carceri». In particolare, l'uomo era all'attenzione degli investigatori perché, nel settembre del 2014 nel carcere di Ivrea, aveva guidato le intemperanze di un gruppo di reclusi stranieri, minacciando la realizzazione di un'azione ostile nella città di Ivrea. Sullo stesso caso, con un lettera a un quotidiano, era intervenuto il procuratore generale Armando Spataro, ricostruendo in modo diverso la storia del 38enne espulso. Dice Michelizza: «La notizia dell'espulsione di un ipotetico terrorista passato dal carcere di Ivrea viene ripresa da giornali anche nazionali. E il giorno dopo viene pubblicata una lunga lettera del Procuratore della Repubblica di Torino che invita a non creare allarmismo e racconta una storia, in buona parte, diversa. La persona di cui si parla - osserva Michelizza - è stata espulsa come sanzione sostitutiva del residuo di pena che doveva ancora espiare, secondo quanto previsto dall'art. 16 della legge 286/98 con provvedimento, suppongo richiesto dallo stesso detenuto, del Magistrato di Sorveglianza. Così spiega, nella sua lettera, il procuratore della Repubblica di Torino. Faccio presente che sono diversi i cittadini stranieri che, giunti alla fase finale della detenzione, chiedono l'espulsione verso il proprio Paese. Davvero non è il caso di pitturarli come terroristi».