Le vetture da sogno come opere d’arte Il successo è assicurato
di Daniele P.M. Pellegrini C'era una volta il lusso. C'era e c'è ancora ma, nel caso dell'auto, il concetto nel tempo ha cambiato il suo significato; perché una volta il solo possedere l'auto era un lusso, mentre oggi che l'auto è un oggetto comune quello che definisce il prestigio sono altre cose. Non è nemmeno più vero che il lusso vada di pari passo con il prezzo perché ormai non c'è settore del mercato, comprese le "piccole" dove non esista un prodotto che si possa qualificare come "lussuoso". Basta pensare alle 500 Abarth più esclusive, o alla famiglia Mini, per arrivare ai Suv compatti dei grandi marchi tedeschi come Audi, Bmw e Mercedes, con Porsche un gradino più su. I tedeschi guidano le classifiche del lusso con la forza della tradizione e la loro azione di copertura a tappeto del mercato li ha resi praticamente dei produttori generalisti con dei volumi molto elevati. Riescono tuttavia a continuare a trasmettere il concetto di "premium" con lo scrupolo assoluto per il prodotto che viene costantemente evoluto in raffinatezza ed equipaggiamento per stare ai vertici delle rispettive categorie. Negli ultimi anni è interessante la crescita degli outsider del lusso, a partire dai marchi giapponesi creati apposta per questo scopo come Lexus (del gruppo Toyota) e Infiniti (del gruppo Nissan), con l'aggiunta recentissima della coreana Genesis (del gruppo Hyundai); tutti a loro modo impegnati ad accreditarsi nel lusso facendo leva sulla tecnologia e le soluzioni elettroniche più avanzate. Se si parla di lusso è d'obbligo citare l'Inghilterra come patria della tradizione in tutti i sensi e terra d'origine dei grandi marchi storici; i numeri non sono quelli dei tedeschi ma il fascino british si esprime a tutti i livelli: le berline e i Suv Jaguar, i Suv Range Rover, le sportive Aston Martin: Tutti in equilibrio fra il fascino del passato e l'avanguardia tecnica, tanto che Jaguar punta decisamente sull'elettrico. Il lusso che vince, praticamente polarizzando il mercato fra "low cost" e "premium", ha come ricaduta anche il ritorno di altri marchi storici che sono usciti dall'ombra di un periodo di smarrimento della loro immagine e può solo far piacere assistere al ritorno in campo (nel loro campo) di nomi come Cadillac e soprattutto Alfa Romeo, alla ricerca di un ruolo importante fra le automobili che si amano in tutto il mondo e che danno prestigio. Quello che invece non cambia mai è il vertice estremo del lusso, quello rappresentato dai marchi sognati da tutti ma avvicinabili solo da pochissimi privilegiati per i quali l'auto deve necessariamente essere un oggetto invidiato ed esclusivo. Si parla di Rolls Royce e di Bentley, oppure di Ferrari e Lamborghini, come icone del concetto stesso di "supercar"; oggetti rari che occupano una piccola isola del mercato sulla quale splende sempre e comunque il sole del successo; come dire che il lusso, quello vero, non conosce crisi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA