Lotta alla povertà, soldi a chi ha bisogno

IVREA Già 246 domande presentate. Di queste, 81 sono state accolte, altre 46 sono in attesa di verifica e 119 sono state respinte. Parliamo del Sostegno per l'inclusione attiva, misura imponente promossa dal Governo che prevede un sussidio economico alle famiglie in condizioni disagiate, nelle quali almeno un componente sia minorenne o sia presente un figlio disabile o una donna incinta. Il riparto economico sulla Regione dedicato a questo modo di lottare contro la povertà è di circa 38 milioni di euro. In prima linea nel raccogliere le domande e promuovere quello che viene definito un patto di crescita per il cambiamento, ci sono i consorzi socio-assistenziali. Che, per l'occasione, si sono messi insieme (Inrete capofila, Cissac e Ciss 38) per unire risorse e capacità di fare rete per costruire, appunto, i patti di crescita con i beneficiari del contributo economico, verificare le domande e trasmettere all'Inps. Il punto è stato fatto ieri, al consorzio Inrete, con i presidenti dei tre consorzi (Ellade Pelle, Inrete, Savino Beiletti, Cissac e Carla Boggio, Ciss 38) e i rappresentanti del Centro per l'impiego e l'Asl/To4. Il sostegno Il contributo economico per chi, facendo domanda, ne ha i requisiti non è eccezionale. Va dagli ottanta euro per un nucleo familiare composto da una persona ai 400 euro per famiglie con cinque o più soggetti. Il sostegno economico è erogato ogni due mesi per un periodo massimo di un anno attraverso una carta di pagamento elettronica rilasciata da Poste che consentirà di fare acquisti nei supermercati, in farmacia e di pagare bollette di luce e gas. I requisiti Oltre alle caratteristiche familiari, sono presi in considerazione requisiti anagrafici e economici, con un Isee inferiore a tremila euro, con un'auto con una cilindrata inferiore a 1.300 cc e senza indennità di disoccupazione. Si tratta di requisiti molto stringenti. E infatti, dal primo blocco di domande, si vede come un numero rilevante (119) sia stato respinto per mancanza di requisiti. Solo il 30% delle domande, in linea con la media nazionale, è accolta. Altra curiosità: poco meno della metà dei beneficiari della misura è di origine straniera. Bando sempre aperto Il bando, però, è sempre aperto e l'obiettivo è farlo conoscere per raccogliere le adesioni. Perché è vero che molte domande sono scartate, ma anche questo è un modo di avvicinare ai servizi sociali delle persone a volte sconosciute. Il progetto personalizzato «Questa sperimentazione - dice Ellade Peller, presidente di Inrete riassumendo il senso del provvedimento - ci consente di provare quello che noi vorremmo diventasse il reddito di inclusione sociale». L'approccio è quello che è istituzionalmente cambiato. A fronte dell'erogazione del contributo, si chiede un'azione attiva del nucleo familiare di avere fiducia nelle istituzioni e di seguire un programma per uscire dalla condizione di difficoltà. «Non è che i servizi sociali non abbiano mai lavorato in questa direzione, anzi - precisa Carla Avalle, direttrice del consorzio Inrete -. Ma questo provvedimento recepisce nell'impostazione questa filosofia attiva. Va anche detto che i primi nuclei familiari con i quali stiamo avviando proprio in questi giorni la fase operativa del progetto hanno compreso perfettamente». Gli altri attori Nel progetto personalizzato per uscire dalle difficoltà non possono, quindi, non entrare anche le altre istituzioni: in primis Centro per l'impiego e Asl/To4. Armanda Romano, responsabile del Centro per l'impiego, sottolinea: «È importante che i servizi uniscano le forze e le opportunità. È chiaro che bisogna spiegare che, anche chi non entra in questa specifica misura, non è abbandonato ma ha la possibilità di entrare in altri percorsi. Proprio la scorsa settimana abbiamo presentato con l'assessora regionale al Lavoro Gianna Pentenero i buoni formativi». Attraverso i Comuni, con i tirocini, i cantieri di lavoro e i progetti con voucher si prova ad ampliare il sostegno e la possibilità di momenti di inclusione. Mauro Trioni, Asl/To4, sottolinea: «Per la sanità è una scommessa e crediamo molto nel rafforzare il legame tra istituzioni per mettere a disposizioni di cittadini ulteriori nodi della rete». Nella programmazione ci sono anche altri attori: dalle agenzie formative agli enti, compresi i non profit, che si occupano di povertà. Le domande Trattandosi di bandi sempre aperti, ciascuno dei tre consorzi è pronto a dare informazioni e a ricevere le domande negli sportelli di informazione. Dove sono? Per quanto riguarda Inrete (Ivrea) lo sportello è in via Circonvallazione 54/B da lunedì a venerdì 9-12, 13,30-16 o 0125646114 o 0125646115, per quanto riguarda Ciss-ac (Caluso) lo sportello in via San Francesco 2, da lunedì a venerdì 9-12, 14-16 0119893511, mentre per quanto riguarda il Ciss 38 (Cuorgnè) lo sportello in via Ivrea 100, aperto da lunedì al giovedì 9-12, 14-16, il venerdì solo dalle 9 alle 12 0124657904, 800030717. (ri.co.)