Amatrice, sono arrivate le turbine

AMATRICE Il campanile di Sant'Agostino non c'è più, le scosse di terremoto e il peso della neve lo hanno fatto crollare al suolo. Amatrice vive l'ennesimo dramma di sei lunghi mesi di sofferenza. Ad amplificare il dolore di chi ha deciso di restare dopo il sisma del 24 agosto ci sono i due metri di neve che di fatto hanno isolato numerose famiglie. Al disperato appello di martedì del sindaco Sergio Pirozzi, ha risposto il ministero della Difesa che ieri ha inviato in città le turbine spazzaneve per liberare le strade, soprattutto i collegamenti con le frazioni isolate, e favorire il passaggio dei mezzi di soccorso. «Nelle prossime ore ne arriveranno altre - le parole del primo cittadino -, la situazione è sotto controllo. Stiamo raggiungendo le frazioni isolate». Un piccolo passo verso il ritorno alla normalità che fa tirare un sospiro di sollievo al sindaco, che ha confermato per oggi l'estrazione per l'assegnazione delle prime 25 casette. «L'emergenza di queste ultime ore non ci ferma - sottolinea -, la vita va avanti e lo dobbiamo sia ai 239 amici che non ci sono più sia al cuore grande dell'Italia, di tutte le persone che dal 24 agosto non hanno smesso un solo secondo di dimostrarci solidarietà e affetto». L'incontro, alla presenza di un notaio, si terrà oggi alle 12,15 al Centro operativo comunale di Amatrice. «Il criterio adottato - prosegue Pirozzi - prevedeva una richiesta spontanea da parte dei cittadini che ne avevano strettamente bisogno. Tra quelli, ad avere la priorità nell'estrazione saranno coloro che hanno una disabilità del 100% o chi ha nel proprio nucleo familiare ha una persona di oltre 75 anni con almeno il 75% di disabilità». L'insediamento dei cittadini nelle prime 25 casette di Amatrice è previsto per la fine di gennaio, ma il sindaco precisa che «molto dipenderà dalle condizioni meteo». Intanto, tra l'emergenza e il freddo, nel Reatino bisogna fare anche i conti anche con la burocrazia. L'ex base operativa degli elicotteri del Corpo Forestale dello Stato di Rieti all'aeroporto Ciuffelli, infatti, risulta attualmente chiusa con ben tre elicotteri fermi. La situazione, che dura da alcuni giorni, sarebbe dovuta al passaggio, dopo la riforma Madia, di uomini e mezzi della Forestale ai carabinieri e ai Vigili del fuoco. Una battuta d'arresto per i soccorsi che lo scorso 24 agosto, durante l'emergenza per il sisma, avevano utilizzato la base ed il personale per decine di interventi nelle zone terremotate, anche in supporto alle squadre del Soccorso alpino. Dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, arriva, infine un ringraziamento ad Acea per «l'intervento tempestivo che, grazie al rifornimento con autobotti, ha permesso di garantire l'approvvigionamento idrico in alcune zone di Amatrice e Accumoli».