Sandrine, infranti i suoi sogni

VENEZIA Venticinque anni compiuti alla vigilia di Natale e un futuro tutto da costruire in Europa, magari proprio in Italia, con la Costa d'Avorio nel cuore ma lontano da fame e povertà. In tasca un diploma di perito informatico, un compagno al fianco. Le certezze nella vita giovane ma travagliata di Sandrine Bakayoko erano queste. Poche ma salde. Dal 30 agosto scorso, da quando era arrivata in Sicilia su un gommone proveniente dalla Libia, il microcosmo di Sandrine Bakayoko era un container nella ex base di Conetta. Un passaggio necessario, quello nel Centro di prima accoglienza, in attesa della risposta alla richiesta di asilo. Lei lo sapeva e attendeva fiduciosa, scontrandosi ogni giorno con le difficoltà della vita all'interno del campo, dove la stragrande maggioranza della popolazione è di sesso maschile e le donne sono poche decine. Ma un destino beffardo l'ha colpita, pare senza alcuna avvisaglia. Sandrine era sola, in bagno, quando è stata colpita da tromboembolia polmonare massiva bilaterale. Questo il risultato dell'esame autoptico che è stato eseguito ieri mattina in ospedale a Piove di Sacco dal dottor Silvano Zancaner, su incarico della procura della Repubblica lagunare. La ragazza dunque è deceduta per cause naturali. La patologia rientra nel novero delle morti improvvise e asintomatiche con decesso pressoché istantaneo. Una morte impossibile da evitare, anche con l'intervento immediato dei medici. I primi risultati dell'autopsia arrivati sul tavolo della pm Lucia D'Alessandro, che sta seguendo il caso assieme al procuratore aggiunto Carlo Nordio, hanno permesso di sgomberare il campo dai timori sul fatto che il decesso fosse legato a qualche malattia infettiva (a partire dalla meningite). La tromboembolia avrebbe potuto colpire ovunque Sandrine, in Africa così come in Italia. Un mese fa, la ragazza aveva scoperto che nel suo grembo c'era una creatura e aveva deciso di abortire: un evento che la giovane donna aveva visto come l'ennesima prova da superare in un momento della sua vita segnato da troppe incertezze. Forse sperava che avrebbe avuto una seconda occasione, ma il destino non gliel'ha concessa. (r.b) ©RIPRODUZIONE RISERVATA