«Io e le mie settemila liriche»
DONNAS Settemila liriche: sonetti, ballate, madrigali, solo in piccola parte pubblicate, e centinaia di racconti letterari, alcuni di prossima pubblicazione. Sono queste le referenze artistiche di Armando Salvatore Santoro, pensionato, ex sindacalista di 78 anni, calabrese di origine valdostano di adozione da oltre mezzo secolo, ora interamente dedito alla sua irrefrenabile passione. Armando oggi, oltre a produrre giornalmente nuove liriche, si dedica infatti come giudice ai bandi letterari e partecipa ai concorsi, con diversi lusinghieri successi. Una passione, la sua per la poesia, che lo vede ogni giorno e più volte al giorno impegnato a produrre nuovi versi. Tra i suoi successi c'è quello della poesia "Alla sera" al concorso di Taranto nel 2015 ed il terzo premio di "Nidi disfatti" al concorso di Firenze del 2014. Inizia così la lirica "Alla sera": «T'aspetto, oh sera, tacito t'aspetto - quando il tramonto tutto il cielo oscura - allora il vuoto, il nulla, invade il petto - sale, col buio, e inquieta la paura». Solo una piccola parte delle migliaia di poesie di Armando Salvatore Santoro è stata condensata nelle sue due pubblicazioni "La Sabbia negli occhi" del 2006 e "Ad occhi chiusi - poesie d'amore" del 2010. A breve è prevista la nuova pubblicazione "Vento dei Normanni" con oltre cento poesie, che dovrebbe essere preceduta da quella di una cinquantina di racconti, con temi a sfondo sociale, che richiamano la sua esperienza sindacale. «Scrivo di getto in ogni momento del giorno e dalla notte - ci ha spiegato Armando Salvatore Santoro - quando mi viene l'ispirazione, guardando la realtà che mi circonda». Alcune delle poesie, tra le quali quelle premiate nei vari concorsi, di Armando Salvatore Santoro, hanno trovato posto nell'antologia "Orme poetiche" curata da Pasquale Rea Martino, con la prefazione della giornalista Cinzia Baldazzi, pubblicata nel 2016 da Intermedia Edizioni. (s.ro.)