«Oggi è possibile insegnare in modo attivo»

IVREA Una sessantina di insegnanti hanno partecipato a Pavone ad un convegno sul tema "A scuola senza voti". È intervenuto Davide Tamagnini, insegnante di scuola primaria a Pombia, nel Novarese, che da diversi anni sperimenta tecniche educative e didattiche che escludono l'uso del voto e limitano la lezione frontale e l'uso del libro di testo. Tamagnini spiega in poche parole cosa significa fare scuola senza usare il voto. «Si tratta innanzitutto di invertire le cose, provare a vederle da un altro punto di vista. Per esempio cercando di portare dentro la scuola la vita; e quando si porta la vita dentro la classe, per le altre cose non c'è più tanto posto - dice Tamagnini -. Se porti la vita nella scuola ti rendi conto che il voto diventa inutile, superfluo». Ma i bambini, senza voto non sono stimolati a imparare e a studiare. «La mia esperienza mi dice il contrario: si apprende perchè si riesce a comunicare meglio e a fare l'esperienza della bellezza dell'apprendere. Certo è che ci vuole un approccio corretto. Per esempio la cooperazione fra i bambini è del tutto imprescindibile: come si fa a fare scuola limitando la collaborazione fra i bambini? Per loro collaborare e cooperare è la modalità normale». Tamagnini ha anche scritto un libro che si intitola "Si può fare" in cui spiega come è possibile fare scuola in modo attivo e come farla interagire con la vita quotidiana. Il titolo è quasi un programma.... «Proprio così, io dico appunto che si può fare: lo hanno fatto tanti insegnanti prima di me e credo si possa continuare a lavorare sulla strada tracciata da molti maestri del passato, italiani e non solo». Curiosamente Davide Tamagnini porta lo stesso cognome di un grande maestro italiano (Giuseppe di nome) che fra il 1950 e il 1951 fondò a Fano il primo nucleo del Movimento di cooperazione educativa. Nelle classi degli insegnanti del Mce si utilizzavano le tecniche didattiche ideate e sperimentate da Célestin Freinet, il pedagogista (e maestro) francese che già da molti anni utilizzava un metodo sull'idea di far entrare la vita nelle aule.