Si uccide a 29 anni con un colpo di fucile
CUORGNÈ Si è tolto la vita a 29 anni, sparandosi un colpo di fucile al petto nel cuore della notte, senza spiegazioni e gettando nel dolore e nello sconforto i famigliari e gli amici. È accaduto a Cuorgnè, tra mercoledì e giovedì. «Era un ragazzo molto riservato – dice una vicina di casa – È sempre stato molto timido. Mi è stato detto che recentemente soffriva di depressione ma ha sempre vissuto questa situazione con grandissima dignità. Questa mattina quando abbiamo visto arrivare le ambulanze e i carabinieri all'alba abbiamo compreso che era successo qualcosa di grave, di molto grave». Una tragedia per una famiglia molto conosciuta a Cuorgnè, che in quello stabile in località Pedaggio vive unita da sempre. Il ragazzo aveva parlato con un suo famigliare mercoledì sera dopo cena: «Era tranquillo, sereno. Si è discusso del più e del meno, come sempre. Non ha detto una sola parola, neppure un velato accenno a problemi particolari nè tantomeno ci ha lasciato intendere del tragico gesto che ha poi compiuto». Il suo carattere negli ultimi mesi era cambiato. Era diventato fragile, troppo fragile. I suoi famigliari lo sapevano e gli sono sempre stati accanto. Con amore, con affetto. Non gli hanno mai fatto mancare vicinanza e conforto anche quando lui vedeva tutto in negativo. Il periodo peggiore erano le notti. Per lui erano spesso insonni. Ore e ore a torturarsi con i soliti pensieri. Spesso si addormentava solo all'alba. Ma giovedì l'alba non l'ha vista. È andato nell'armadio dove custodiva un fucile. Lo ha caricato e lo ha rivolto verso di sè, esplodendo un solo colpo, fatale. Nessuno, secondo le testimonianze, ha udito lo sparo. Solo al mattino uno dei due fratelli ha aperto la porta dell'alloggio e lo ha trovato a terra, in un lago di sangue, ormai privo di vita. Sul posto è immediatamente arrivata un'ambulanza della Croce bianca di Valperga mentre dall'ospedale è partita una seconda ambulanza medicalizzata della Croce rossa. Per il dottore che ha visto per primo il ragazzo non è restato che constatarne la morte. Il suo cuore si era fermato già qualche ora prima. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Cuorgnè che attraverso le testimonianze dei parenti stanno cercando di ricostruire la delicata e triste vicenda. Saranno i militari a cercare di capire perché il 29enne aveva accesso a quell'arma da fuoco. Ma per i genitori non resta che un'immane tragedia ed il ricordo di un ragazzo fragile e tormentato da un male oscuro e terribile. Santo Zaccaria