Caccia, nascono le macro aree Ivrea unita a Ciriè

di Marco Bermond wIVREA Dal 25 settembre in Piemonte si è aperta la stagione venatoria. Confermate le tre giornate settimanali di caccia in pianura (mercoledì, sabato e domenica), ma non mancano le novità. Nascono le macro aree per la gestione della caccia e del territorio per volontà della Regione. Vengono così a formarsi 21 macro aree in tutto il territorio piemontese a seguito dell'accorpamento dei 38 fra Atc (ambiti territoriali di caccia) e Ca (Comprensori alpini) precedenti. E così il territorio di Ivrea ed Eporediese rappresentato dall'Atc To1 (1.500 iscritti) viene accorpato all'Atc To2 di Ciriè (500 iscritti). Le novità sono rappresentate dal fatto che all'interno dell'accorpamento ogni Atc mantiene la sua integrità territoriale, ma nomina solamente 10 rappresentanti (3 agricoltori, 3 cacciatori, 2 rappresentanti di enti locali, 2 ambientalisti) al posto dei 20 che venivano nominati precedentemente. La somma degli eletti della macro area (10+10) comporrà il nuovo comitato di gestione che procederà a sua volta alla nomina di un solo presidente, che sarà eletto nei prossimi mesi. Ora gli Atc sono commissariati. Il comitato di gestione To1+To2 si dovrà occupare della operatività dei due ambiti, redigendo addirittura due bilanci separati. Ma perchè la Regione Piemonte ha voluto istituire queste macro aree? «Ritengo che il sistema di gestione del territorio dopo 20 anni avesse bisogno di manutenzione - spiega Danilo Piretto, 53 anni, di Mazzè, commissario di Atc To1 in carica fino al 31 gennaio 2017 -. Tuttavia non capisco il motivo di tale scelta in questo momento, perchè ritengo che le priorità siano altre. Prima di tutto la sostenibilità finanziaria. Fino ad oggi l'Atc ha portato avanti tutte le proprie attività, comprese quelle non legate direttamente alla caccia, grazie alle quote versate dai cacciatori associati. In secondo luogo, l'attribuzione diretta all'Atc di competenze che la Città metropolitana non è più in grado di espletare. In questo caso, l'esempio più clamoroso è quello inerente alle attività di controllo e contenimento delle specie selvatiche, problematche e invasive». «Di sicuro, questi accorpamenti creeranno un disguido operativo - prosegue Danilo Piretto -. L'Atc è oggi un vero e proprio punto di riferimento sul territorio per quanto riguarda la gestione, oltre che della caccia, anche di tutto ciò che riguarda la filiera dei danni alle colture agricole. E non solo. Oggi siamo punto di riferimento anche per i sindaci e amministratori locali quando ci interpellano in riferimento al vero e proprio allarme sociale causato dalla presenza di cinghiali nelle vicinanze delle abitazioni. L'Atc deve essere riconosciuto per il ruolo di pubblico servizio che offriamo a tutto il nostro territorio».