«Avevamo bisogno di denaro» Presi i banditi dell’ortofrutta
di Mauro Giubellini wIVREA Agli investigatori del commissariato di Polizia di Ivrea ci sono volute meno di 72 ore di serrate indagini per dare un nome e un volto, ed arrestare, i due rapinatori che, alle 15,30 di lunedì, hanno assaltato il piccolo negozio di frutta e verdura in piazza Lamarmora 2. «Sono state fondamentali le immagini dei circuiti di videosorveglianza delle vicine attività commerciali e la massima collaborazione avuta dai cittadini», ha sintetizzato il vicequestore Gianluigi Brocca che ha coordinato le attività investigative. In attesa dell'udienza di convalida degli arresti, prevista per questa mattina, in stato di fermo sono finiti in due: Ciro Cutugno di 32 anni, originario di Napoli e un altocanavesano, Manuele Sette, classe '95, residente a Favria. Il blitz è scattato alle sei di giovedì alla stazione ferroviaria di Ivrea dove i due uomini erano stati più volte segnalati. In zona c'erano agenti in borghese che si sono finti pendolari pronti a prendere il treno per Torino. Tre poliziotti hanno bloccato le potenziali via di fuga, gli altri si sono identificati e hanno fermato il 32enne napoletano, disoccupato e senza fissa dimora e l'amico 21 enne, anch'esso disoccupato e incensurato. I due dapprima hanno negato ogni addebito: «Vi state sbagliando, avete preso un abbaglio», ma portati in commissariato e messi di fronte alle immagini riprese mentre uscivano dal negozio di frutta e verdura l'uno ha fatto qualche timida ammissione, «Avevamo bisogno di soldi» l'altro, più spavaldo ha tentato di confondere gli agenti: «Se erano incappucciati come fate a dire che siamo stati noi?». A sgomberare il campo dai dubbi ci hanno pensato i componenti delle pattuglie mandate a perquisire l'abitazione del favriese dove, tra l'altro, aveva trovato ospitalità il partenopeo che aveva lavorato anni fa e per qualche tempo nella piccola attività imprenditoriale della famiglia dell'amico: in fondo a un armadio gli agenti hanno trovato gli abiti indossati dai rapinatori. Una prova in più potrebbe arrivare dal riscontro con le impronte digitali. Nessuna traccia della pistola vista da alcuni testimoni. La notizia dell'arresto è stata accolta con viva soddisfazione da quegli stessi commercianti di piazza Lamarmora, via Miniere e via Olivetti che avevano lanciato un grido d'allarme: «Siamo in ostaggio degli sbandati: la signora Maurizia Saurra, storica titolare del piccolo negozio di ortofrutta ha rischiato di venir malmenata per 80 euro. Ringraziamo le forze dell'ordine per quanto hanno fatto e li invitiamo a presidiare con assiduità questa zona più volte teatro di reati». Il pensiero va alla rapina alla sala scommesse adiacente il Caffè Torino il cui titolare rischiò la vita per mettere in fuga i rapinatori che aprirono il fuoco. Gli autori furono arrestati dalla Polizia.