«Troppi rischi sul percorso per l’asilo»

di Simona Bombonato w IVREA La strada è stretta, in pendenza e disconnessa, senza segnaletica nè guard rail, con l'aggravante dei rami che invadono la strada. Marciapiedi nemmeno per sogno, visibilità pari a zero o quasi. Se piove, poi, si creano punti in cui la carreggiata diventa un lago. Un percorso a ostacoli che, se basta percorrerlo in totale solitudine e a piedi per rendersi conto delle criticità, diventa un caos quando circolano tante auto, tutte insieme. È quello che accade lungo strada privata Bidasio e via Montenavale, negli orari in cui i bambini entrano ed escono dall'asilo (nido e scuola materna). Sulla sommità della collina di Montenavale, infatti, si trova l'asilo privato Villa Girelli, dove gli iscritti raggiungono la significativa cifra di una novantina di unità, suddivise in tre sezioni. Strada Bidasio e Montenavale rappresentano i passaggi obbligati sia per i genitori, sia per i residenti dell'intera zona, e in parte anche per i lavoratori di via Jervis. E negli orari di punta dell'asilo quelle stesse strade diventano un inferno. Sia l'una che l'altra appartengono alla Olivetti multiservice, quindi in estrema sintesi a Telecom. E ora, tre anni dopo «svariate segnalazioni a chi di dovere, Comune incluso», parte la raccolta firme proprio dei genitori che portano i figli a Villa Girelli, affinchè l'intero percorso diventi «oggetto di interventi urgenti che lo rendano quanto meno praticabile e al minimo delle condizioni di sicurezza». Le famiglie hanno condiviso un testo dove compare l'elenco delle magagne, testo che, al termine della petizione, sarà inviato a Olivetti multiservice, ma anche al Comune e alla cooperativa Alce rosso che gestisce la struttura. «La strada versa in condizioni di grave pericolosità – dicono loro –. Ci sono curve strette su una strada che cede da un lato, vegetazione che deborda sulla strada, mancano delle piazzole e la segnaletica, manca la luce, come mancano dei canali per far defluire l'acqua piovana. Il pericolo è qui da vedere tutti i giorni. Pare assurdo che il Comune non faccia nulla, limitandosi viceversa ad apporre il cartello "Strada privata dissestata". Grazie, viene da dire. E i lavori alle utenze che lasciano in questa zona segni evidenti di mancati ripristini, di quelli chi risponde?». Di certo, a farne le spese, ora, sono le mamme e i bambini, «nella speranza che non capitino incidenti». Il problema si presenta in tutta la sua evidenza anche passando dal sottopasso delle Officine H, ingresso da via Jervis, dove, per fare solo un esempio, sono saltati i due terzi di una griglia per l'acqua piovana almeno un mese e mezzo fa e nessuno fa nulla. Viene spontaneo chiedersi se non vi sia un nesso con il problema più volte denunciato dagli abitanti della parte bassa di Montenavale, problema relativo alla mancanza di illuminazione e alla strada malridotta, anche lì troppo spesso ostruita da siepi che prendono il sopravvento sullo spazio già risicato che dovrebbero condividere le auto e i pedoni (i tanti lavoratori dei call center diretti ai parcheggi). Il nesso c'è, eccome, spiegano dall'amministrazione comunale. «Quelle sono strade private sulle quali il Comune non può fare nulla – dice l'assessore Giovanna Codato –. Da otto anni stiamo cercando di dialogare con Olivetti multiservice perché tutta questa zona abbia la manutenzione necessaria, ma Telecom non ha interesse a intervenire. Questo è il punto. Cosa che ci lega le mani non solo rispetto alle condizioni delle strade che percorrono i genitori di Villa Girelli, ma anche per i marciapiedi dissestati di via Jervis, il convento, i campi da tennis. Un peccato, visto che hanno raccolto l'eredità di Adriano Olivetti, non fosse altro per l'ubicazione degli immobili di cui sono proprietari, ma non tornano indietro servizi. Un questione di primo piano, inoltre, tenuto conto della candidatura Unesco». Per quanto riguarda strada Bidasio è escluso che il Comune la acquisisca: «Sarebbero 300mila euro a carico dei cittadini per una strada che andrebbe completamente sistemata, del resto lì a intervenire tocca a Olivetti multservice in qualità di titolare di un fondo servente dove altri privati hanno la servitù di passaggio». In tal senso «ben venga la raccolta firme, ci servirà per ribadire con forza le nostre richieste, ma non siamo noi l'interlocutore diretto. Questo va detto». E l'illuminazione alle spalle delle Officine H? La primavera scoesa, il Comune aveva chiesto in gestione la rete per poterla migliorare. Però la multiservizi ha risposto picche, «e ora stiamo cercando fondi privati adiacenti, che non siano suoi, per intervenire almeno su quel fronte».