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ROMA «Ci vorrebbe una legge che imponga un risarcimento di 1000 euro per ogni utente disturbato. Milano». Federico Giacomini, uno dei tanti sottoscrittori, non si limita a firmare la petizione lanciata da Il Tirreno sulla piattaforma change.org. Spiega anche perché appoggia la campagna contro le telefonate moleste. È d'accordo per avere una legge diversa sul telemarketing che il Garante della Privacy non esita a definire "selvaggio", nella sua ultima relazione al Parlamento. In poche ore, sono circa 1.500 gli abbonati da tutta Italia che decidono di firmare la petizione del Tirreno "Stop alle chiamate indesiderate", ora, sostenuta da tutti i quotidiani Finegil Espresso. Come bloccare le telefonate moleste? In tre mosse, suggerite anche dal Garante della Privacy: creare un Registro unico, per numeri fissi e cellulari, che metta gli abbonati al riparo da telefonate indesiderate; garantire la revoca di tutti i consensi alle telefonate commerciali con la sola iscrizione al Registro universale delle Opposizioni; istituire la responsabilità solidale fra call center e aziende che commissionano le chiamate quando sia ignorata la volontà dei cittadini di non essere molestati. Non dovrebbe essere difficile per il legislatore mettere insieme una norma del genere. La Francia dal 1° giugno si è organizzata con un registro contro il telemarketing selvaggio: iscrizione gratuita per cellulari e telefoni fissi, valida per tre anni, salvo riconferme. In Italia, ci sono già due proposte di legge presentate, che suggeriscono, per lo meno, il Registro unico per i cellulari e i telefoni fissi: una di sinistra (Stefano Quaranta, deputato di Sinistra italiana) e una dei fittiani (presentata dalla senatrice Cinzia Bonfrisco). Soprattutto ci sono milioni di italiani stanchi di ricevere chiamate commerciali sui propri telefoni senza permesso. Qualche politico inizia a capirlo. E si è affrettato a firmare la nostra petizione: molti sono della commissione Trasporti e Comunicazioni di palazzo Madama, competente in materia. Il presidente, l'ex ministro Altero Matteoli (Forza Italia), la senatrice Bonfrisco, Marco Filippi (Partito democratico). E ancora in casa Pd, anche il presidente della commissione Ambiente alla Camera, Ermete Realacci. (i.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA