Caserta, appalti pilotati sui rifiuti Venti arresti
Mazzette, viaggi in Turchia e assunzioni in cambio di appalti nel settore dei rifiuti: è l'ipotesi accusatoria formulata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere che ha provocato l'ennesimo terremoto nella politica casertana. In carcere, per reati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e alla corruzione sono finite 13 persone - e 7 ai domiciliari - tra cui il presidente della Provincia, Angelo Di Costanzo, di Forza Italia, il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, esponente di spicco del Pd provinciale, l'ex primo cittadino di Casagiove, Elpidio Russo, il presidente del Consorzio di Bonifica Sannio Alifano, Pietro Andrea Cappella, assessori, funzionari comunali e tre importanti imprenditori del settore del ciclo integrato dei rifiuti, tra cui Francesco Iavazzi, titolare dell'Impresud (azienda peraltro in passato colpita da una interdittiva antimafia), fratello dell'attuale presidente della Juvecaserta, società di Lega A Basket. Nei mesi scorsi, sempre per rapporti illeciti con imprenditori del settore ambientale, finì in cella l'ex sindaco di Maddaloni, Rosa De Lucia, con assessori e consiglieri. In totale sono quasi 15 i primi cittadini del Casertano, oltre a decine di altri amministratori con ruoli inferiori, ad essere finiti in manette di recente per aver preso tangenti da imprenditori in cambio di appalti nel settore dei rifiuti.