Si sono pentiti i vandali di ferragosto

CUORGNÈ Sono sette, tutti di buona famiglia, tra i 13 e i 16 anni, gli autori degli atti vandalici verificatisi il giorno di ferragosto, a Cuorgnè. I responsabili del gesto, accompagnati dai rispettivi genitori, si sono presentati spontaneamente in Comune per scusarsi e risarcire il danno provocato (contenuto, peraltro: poche centinaia di euro). Non è caduto nel vuoto, dunque, l'appello del sindaco, Beppe Pezzetto, che attraverso la sua pagina facebook aveva esortato gli autori del gesto al pentimento. Lo scorso 15 agosto, come si ricorderà, era ancora una volta stato preso di mira il patrimonio comune. Nello specifico, la segnaletica stradale e cestini per la raccolta dei rifiuti erano stati divelti in via tenente Zerboglio, la strada che sovrasta il piazzale dominato dall'imponente sagoma del Ponte Vecchio, uno degli emblemi della cittadina altocanavesana. Nel mirino era finita anche la cartellonistica posta all'incrocio tra la stessa via Zerboglio e via Ivrea, a due passi dall'ingresso principale dell'ex Manifattura. «Sono certo che la lezione sia servita e che i ragazzi abbiano capito - afferma Pezzetto -. Il fatto che si siano presentati spontaneamente con i genitori è un segnale positivo, abbiamo ancora speranza. Risarciranno i danni arrecati e penseremo a qualcosa che li faccia faticare un po', così da far capire loro che le cose pubbliche sono di tutti, costano e vanno rispettate. Al resto, sono certo, penseranno i genitori, anzi credo ci abbiano già pensato». «Di stupidaggini da giovani se ne fanno molte e, purtroppo, anche da meno giovani - aggiunge il sindaco cuorgnatese -, ma spesso non ci si rende conto che certi gesti possono avere conseguenze che si pagheranno nel tempo. La funzione di chi amministra è anche quella di educare. Patti chiari, amicizia lunga». Nel deplorare il gesto irresponsabile, il primo cittadino, come detto, aveva esortato gli autori a «limitare i danni arrecati» con un mea culpa e ad utilizzare la sua mail privata per comunicarlo. «Niente buonismo, solo buonsenso» aveva rimarcato il primo cittadino. In prima istanza, si era pensato di utilizzare le immagini dell'impianto di videosorveglianza presente nella zona per identificare il numero e gli autori del gesto, come avvenuto, ma alla fine, il messaggio del sindaco sui social ha bypassato il tutto. «In base all'attuale normativa - aggiunge Beppe Pezzetto - sarei propenso a proporre loro delle ore di lavori socialmente utili, ma questo li renderebbe riconoscibili ed ho bisogno del benestare delle famiglie». Che la lezione, è quanto ci si augura, possa davvero servire. Chiara Cortese