Trump prova a recuperare «Un test per gli immigrati»
di Andrea Visconti wNEW YORK Un test ideologico prima di ammettere nuovi immigranti negli Usa. È la proposta avanzata da Donald Trump nel corso di un intervento dedicato ai suoi programmi di politica estera. Una proposta così bizzarra che ha provocato la reazione di decine di esponenti del partito repubblicano. Centoventi in particolare hanno firmato una lettera indirizzata al presidente del Republican National Committee nella quale si chiede a Reince Priebus di tagliare i fondi alla campagna elettorale di Trump. Se il miliardario newyorkese pensava con quest'ultima trovata di riportare in quota i sondaggi a suo favore si è sbagliato di grosso. Hillary su scala nazionale ha una media di sette punti di vantaggio. Ma in certi stati chiave, come per esempio la Virginia, ne ha addirittura 14. Forte anche nella competitiva Pennsylvania dove è a più undici e solidissima in Wisconsin dove si è assestata a più quindici. Sono sondaggi destinati a diventare ancora più negativi alla luce di rivelazioni emerse lunedì sul manager della campagna elettorale di Trump. Paul Manafort risulta coinvolto in un rapporto professionale assai discutibile con l'ex presidente ucraino Viktor Yanukovych. Lo ha rivelato il New York Times in un lungo articolo di prima pagina nel quale ha ricostruito il ruolo di Manafort in veste di principale consulente di Yanukovych, un impegno che non è chiaro quanto gli sia fruttato ma si parla di una cifra di 18 milioni di dollari. Il quotidiano di New York non dice che il manager della campagna elettorale di Trump sia responsabile di azioni criminali ma lo piazza molto vicino al giro di amici e consulenti corrotti che si sono avvantaggiati della conoscenza di Yanukovych. E precisa che Manafort aveva un ufficio a Kiev fino allo scorso maggio. E su questi legami filo-russi campagna di Hillary chiede chiarezza. Non sono queste tuttavia le rivelazioni destinate a mandare ulteriormente in picchiata l'indice di gradimento di Trump. Il vero danno viene dalle affermazioni espresse lunedì a Youngstown, in Ohio. "Extreme vetting". Un processo straordinario di scrutinio. Sono le parole scelte dal candidato repubblicano per descrivere l'esame ideologico a cui vorrebbe sottoporre gli immigranti per bloccare l'accesso a coloro che non abbracciano del tutto l'ideologia democratica di stampo americano. Secondo Trump l'unico modo per proteggersi dal terrorismo è trattandolo alla stregua del comunismo. «Abbiamo vinto la Guerra Fredda mettendo in luce le cattiverie del comunismo e le virtù del libero mercato», ha detto Trump affermando che, se eletto presidente, vincerà così la sfida contro l'ideologia islamica radicale. Il comizio di lunedì doveva servire per articolare la sua politica estera. Invece ha messo in rilievo quanto sia confuso su come e perché il Medio Oriente è passato dalla primavera araba al fondamentalismo islamico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA