Spunta un caso di Tbc a Mercenasco
di Simona Bombonato wMERCENASCO Un caso di sospetta tubercolosi polmonare, quindi potenzialmente trasmissibile, tra i quaranta migranti ospitati in via Roma, a Mercenasco. Un caso che però – se sulle prime ha provocato la diffusione di una serie di informazioni frammentarie, confuse e poco chiare, con richieste di approfondimento partite in prima battuta in consiglio comunale, a Strambino, per iniziativa di due terzi delle opposizioni – ora, visto l'evolversi della situazione, vede fortunatamente rientrare l'allarme. Il caso ha interessato un ragazzo giunto a Mercenasco dall'Africa tra gli ultimi sbarchi di profughi di inizio luglio, di quelli dati in carico alla cooperativa la Nuvola di Torino e alloggiato, appunto, nelle strutture di via Roma. Ora sta bene. L'ospedale di Asti dove è stato sottoposto a esami clinici lo ha ritenuto idoneo a rientrare in comunità. Non è malato, ma ha solo contratto l'infezione, che potrebbe restare latente o non manifestarsi mai. Per protocollo regionale, però, l'Asl ha sottoposto a controlli tutti i suoi contatti stretti in sede, a Mercenasco, tra compagni di viaggio e di stanza, amici e operatori della cooperativa. Esiti negativi per tutti. Positivo al batterio della Tbc Tra i migranti appena arrivati in paese, ai primi di luglio, uno di loro è risultato positivo al test della tubercolina al quale vengono sottoposti questi ragazzi per prassi, non appena si insediano. «Non capiamo il perché di tutta questa attenzione – hanno commentato dall'Asl/To4 –. I casi di Tbc sono stabili sul territorio, interessano gli autoctoni come no, e in ogni caso scatta il protocollo regionale che impone la profilassi sui loro contatti stretti. Nulla di cui preoccuparsi, è la normalità». Il giovane è stato portato all'ospedale di Asti, il quale gli ha rilasciato un certificato di idoneità a tornare in comunità. Il giovane, di fatto, non ha sviluppato la malattia, dunque non è contagioso in alcun modo. È entrato in contatto con il batterio della Tbc, e a quello è risultato positivo. Il sindaco Parri L'incalzare di voci (tra tubercolosi conclamata e tubercolosi ossea, ipotesi rivelatesi entrambe false) è arrivato al sindaco di Mercenasco, Angelo Parri, nei giorni scorsi. «Per fortuna nulla di tutto questo, un falso allarme – ha commentato –. Per questo non ho saputo nulla dall'Asl, nè dalla cooperativa, e lo capisco pure dal punto di vista formale del protocollo. Tuttavia, avrei preferito essere informato. Ho chiesto una relazione all'Asl, che comunque so aver fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare. Come ho chiesto di avere il certificato di idoneità all'ospedale di Asti che ha avuto questo ragazzo in cura, certificato che ho avuto modo di visionare personalmente. Per il futuro mi aspetto però di essere allineato in questi casi, e dalla cooperativa mi aspetto la stessa cosa anche in un'ottica di maggiore collaborazione». Perché «quando si parla di profughi è il contesto a cambiare, può risultare complicato delimitare le persone con le quali sono entrati in contatto». Tbc, una ventina di casi all'anno Secondo i dati dell'Aslto4 sul territorio di Canavese e Ciriacese i casi di tubercolosi polmonare nel 2015 sono stati 21, 8 quelli di tbc extrapolmonare, 19 e 2 nel 2014, 21 e 3 nel 2013, 22 e 9 nel 2012. Un andamento sostanzialmente stabile che «rientra nella media regionale». Migranti, 700 in Canavese Alla prefettura di Torino non risultato imminenti ingressi di profughi in Canavese, nonostante i nuovi arrivi a Settimo Torinese siano continui. In Canavese il totale dei richiedenti asilo resta quindi a quota 700. La Tbc in Consiglio a Strambino Nei giorni scorsi, a Strambino, il sindaco Sonia Cambursano ha firmato, insieme al vicesindaco Gianni Ciochetto, la risposta scritta all'interrogazione urgente presentata lo scorso 21 luglio solo da due dei tre consiglieri della Lista civica di minoranza sulla "Situazione sanitaria dei rifugiati ospitati nel Comune di Strambino" (Roberto Rossi De Paoli e Fabio Cordera, e non la Revigliono). Il sindaco ha risposto che a seguito «dell'interrogazione, abbiamo assunto le dovute informazioni presso le cooperative che gestiscono i migranti sul nostro territorio e una di esse, la Nuvola, ha confermato che effettivamente si sono verificati dei problemi di natura sanitaria per uno dei soggetti da loro ospitati». Il sindaco di Strambino ha poi precisato che «l'Asl ci informa, tramite il dirigente competente in materia, che si è verificato un caso di Tubercolosi in un migrante domiciliato in un Comune del Canavese che non è Strambino. Il caso è stato gestito dalla Servizio di igiene e sanità pubblica della Aslto4 secondo le indicazioni previste dalle norme per terapia e profilassi. Non ci sono problemi di salute pubblica collegati a questo caso». A Strambino si è parlato di tubercolosi ossea, che è non contagiosa. Poi si è saputo che si trattava in realtà di un caso di tubercolosi polmonare (nella fattispecie di un giovane positivo al batterio, ma non malato) ospitato a Mercenasco . (ha collaborato Sandro Ronchetti)