Samone, anziani coniugi truffati
di Lydia Massia wSAMONE Tornano i truffatori in Canavese. Per agire questa volta hanno scelto Samone. Uno solo il caso ufficialmente denunciato, ma non sono da escludere altri episodi. Vittima di due finti tecnici della Smat è stata una coppia di anziani pensionati, residenti a Samone. Dopo aver subito il raggiro hanno informato il sindaco Lorenzo Poletto. «Non vorrei che quello vissuto da noi -ha detto la pensionata al sindaco - possa ripetersi». Poi ha raccontato per filo e per segno la brutta avventura di cui era stata suo malgrado protagonista con il marito. Il sindaco, senza perdere tempo ha lanciato l'allarme: sui social e sul sito del Comune, avvisando la popolazione circa la presenza di individui sospetti, che senza autorizzazione richiedono di effettuare controlli relativamente all'acqua ed al gas. Truffe che si ripetono secondo copioni collaudati, architettati nei minimi dettagli da malviventi senza scrupoli: fin troppo facile trarre in inganno le persone anziane, che per loro natura tendono a fidarsi. Così è successo la scorsa settimana alla coppia di Samone. «Erano due uomini di mezza età, - ha raccontato l'anziana signora - indossavano una pettorina come quella dei tecnici, ed avevano con loro un apparecchiatura luminosa. Ci hanno detto che si erano verificati delle perdite, e che l'acqua potabile poteva essere stata contaminata dal piombo. Che dovevano controllare facendo sgorgare l'acqua dai rubinetti di casa e del giardino. Poi ci hanno invitato a mettere soldi e oggetti d'oro nel frigorifero: l'unico posto al sicuro dalla radiazioni. Noi ci abbiamo creduto, ma quando se ne sono andati, il denaro, che avevano appena prelevato non c'era più. E nemmeno l'oro». Dall'inizio dell'anno sono una trentina le truffe ai danni di anziani avvenute in Canavese. Casi in cui si potrebbe intravedere un'unica regia. Anziani pensionati tra i 79 e gli 82 anni, erano stati truffati a Piverone, e Cuorgnè, mentre a Rivarolo e a Pertusio i raggiri erano stati sventati grazie al fiuto di due nonnine, informate sui comportamenti da tenere in queste situazioni. «In questi casi - ribadiscono dalla caserma di Banchette - basta una telefonata al 112, che è gratuita. L'operatore controlla subito la situazione verificando se si tratta di veri o di falsi tecnici. E se ci fosse anche solo il minimo sospetto invia una pattuglia sul posto. Se non si conoscono personalmente gli addetti non bisogna farli entrare in casa. Anche se indossano una divisa». Tra i travestimenti preferiti dai truffatori ci sono quelli da vigile urbano e da carabiniere. «Nei piccoli centri come il nostro - aggiunge il sindaco - è importante il passa parola tra le persone. Non bisogna avere paura di parlare».