Proiettili di mortaio davanti al castello
di Lydia Massia wMAZZÈ Poteva provocare una strage, o comunque restare gravemente ferita la persona che nella mattinata di lunedì scorso ha abbandonato dieci proiettili di mortaio, di quelli utilizzati per la contraerea, risalenti alla Seconda guerra mondiale, tra via Castello e via Pescatore nel borgo storico di Mazzè, proprio ai piedi del maniero che fu dei conti di Biandrate, e che ora appartiene alla famiglia di un facoltoso imprenditore russo. I proiettili erano avvolti in un vecchio sacco di canapa: forse lo stesso in cui erano stati conservati finora in qualche scantinato, oppure nascosti sotto terra al termine del conflitto. Più cauto è stato invece il passante, che scoperto il sacco, ha subito avvisato i carabinieri della stazione di Caluso. I militari hanno provveduto a mettere in sicurezza tutta l'area, impedendo l'accesso ai curiosi. I proiettili infatti erano in perfetto stato di conservazione, e quindi in grado di esplodere. Sarebbe bastato un urto contro una superficie dura per provocare un'esplosione. Chi li ha ritrovati ha commesso quindi una grave imprudenza, senza pensare alle conseguenze del suo comportamento. Nel pomeriggio sono poi intervenuti i carabinieri del nucleo artificieri di Torino: con cautela hanno rimosso i proiettili, che poi sono stati fatti brillare in una cava, situata in aperta campagna. I carabinieri per il momento non hanno aperto un'indagine per scoprire l'identità della persona che ha abbandonato gli ordigni poichè per fortuna non si è verificato alcun incidente. È probabile che i dieci proiettili siano stati scoperti durante i lavori di ristrutturazione di una casa. Infatti nel corso di questi ultimi anni, nel calusiese, si sono susseguiti numerosi ritrovamenti di ordigni bellici risalenti alla secondo guerra mondiale. L'ultimo era avvenuto proprio a Mazzè nello scorso giugno: un agricoltore aveva ritrovato nel suo campo una bomba a mano con la spoletta parzialmente rimossa. L'anno scorso una bomba sganciata da un aereo invece era stata rinvenuta nelle campagne della frazione Rodallo di Caluso Anche in quell'occasione c'era stato il rischio di un'esplosione: l'ordigno era stato sfiorato con l'escavatore dall'agricoltore durante i lavori.