Autismo, risponde Telefono Blu

ROMA Le famiglie di persone con una sindrome dello spettro autistico si sentono sole, abbandonate dalle istituzioni, e vogliono informazioni sui centri specializzati, ma anche su teorie strampalate e "guru" che trovano, magari in rete, e da cui sono tentate. La fotografia viene dai primi mesi di attività del Telefono Blu sull'autismo attivato da Angsa, Associazione Nazionale Genitori di Soggetti Autistici, che è stato presentato ufficialmente ieri a Roma. Il servizio, completamente gratuito e che risponde in tutta Italia al numero 800031819, è stato finanziato grazie alle risorse raccolte dalla Fondazione Italiana per l'Autismo durante la campagna #sfidAutismo dello scorso aprile ospitata dalla Rai, ha spiegato il presidente della Fondazione Davide Faraone. «Abbiamo raccolto 293mila euro grazie alla campagna, con cui finanzieremo questo e altri due progetti, incentrati sulla ricerca - ha detto Faraone, che è anche sottosegretario al ministero dell'Istruzione - Per la nuova campagna, in vista del prossimo 2 aprile sono stati presentati già 277 progetti, di cui 68 per la ricerca, 85 sulla scuola e il resto nel sociale. Credo che negli ultimi anni siano stati fatti passi da gigante, è un tema che è finalmente entrato nella testa degli italiani». Da quando è attivo il telefono ha già raccolto decine di segnalazioni, e persino delle richieste di diagnosi. In Italia, ha spiegato Carlo Hanau, membro del comitato scientifico dell'Angsa, ci sono circa 50mila diagnosi di autismo, con 2,5 miliardi di euro spesi ogni anno. «Spendiamo di più degli altri - ha spiegato - gli Usa spendono la metà con risultati migliori». Una spinta all'assistenza dovrebbe venire dall'entrata in vigore dei nuovi Lea, ma su questo punto le associazioni sono critiche. «Nei Lea - osserva Faraone - bisogna inserire la parola autismo nei Lea. Lo prevde a legge e ci aspettiamo che il ministero della Salute recepisca questa indicazione».