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Il vostro fisico risente della stagione e ha bisogno di essere aiutato con cene tranquille e cibi sani. Il vostro cuore sarà rassicurato dall'amore del partner.di Andrea Visconti wNEW YORK Coprifuoco a Baton Rouge dopo l'uccisione a freddo di tre poliziotti. Altri tre sono gravemente feriti, uno dei quali sta lottando tra la vita e la morte. Sembra una notizia vecchia di qualche giorno. Ma non erano cinque i poliziotti uccisi? E non era proprio a Baton Rouge dove due agenti di polizia avevano ucciso un nero? I tragici fatti di cronaca dei giorni scorsi si accavallano e si confondono. Quest'ultimo episodio, avvenuto domenica mattina, ha fatto tornare i nervi a fior di pelle alla popolazione americana. Un'altro scontro armato con la polizia? E il timore di una reazione a catena con una nuova ondata di violenze soprattutto nelle comunità afro-americane. I fatti accertati sono ancora pochi e qualcuno suggerisce addirittura che in questo caso non si sia trattato di una questione razziale bensì di traffico di droga in cui ad andarci di mezzo sono state le forze dell'ordine. Eppure dai primi indizi sembra che si sia trattato di un agguato. Vediamo i fatti. Erano le nove di domenica mattina (le 16 in Italia) quando a una stazione di polizia di Baton Rouge, in Louisiana, è giunta una chiamata di intervenire con urgenza. C'era un uomo armato di fucile che camminava lungo la Airline Highway, un'arteria stradale che taglia la città in due. Una pattuglia della polizia si è precipitata a sirene spiegate nel luogo indicato e gli agenti si sono trovati davanti a un uomo vestito interamente di nero con il volto coperto da una maschera nera. Imbracciava un fucile automatico e quando la pattuglia di è posizionata intimandogli di gettare l'arma lui ha incominciato a sparare. Senza dire una parola. Nessuno scambio verbale, nessun tentativo di fuga, come se fosse stato pronto a far fuoco perché magari quella telefonata al commissariato era stata fatta apposta per tendere un agguato alle forze dell'ordine. Gli inquirenti questa volta non stanno rilasciando informazioni per evitare che sulla base di fatti incompleti e inconclusivi si possano scatenare nuove violenze in altre città americane. Non si sa nulla dunque sull'identità dell'uomo mascherato che è stato abbattuto dalla polizia. Non si sa se fosse un afro-americano, se avesse una fedina penale sporca. Addirittura sembra che non sia ancora stato identificato in quanto non aveva addosso alcun documento d'identità. Informata immediatamente la Casa Bianca con Barack Obama che ancora una volta nel giro di pochi giorni si è trovato a dover reagire a una strage. «Stiamo ancora raccogliendo informazioni su questo attacco codardo», si legge in un messaggio firmato dal presidente Usa, «ma sia chiara una cosa: in nessun modo possiamo giustificare l'uccisione di poliziotti. faremo giustizia». Parole simili a quelle che Obama aveva pronunciato pochi giorni fa quando era andato a Dallas per il funerale di cinque poliziotti uccisi in risposta alla morte di due giovani neri per mano della polizia. Uno a Saint Paul, in Minnesota, l'altro, appunto, a Baton Rouge. La polizia della Lousiana ha aperto un'inchiesta chiedendo la cooperazione dell'Fbi e informando subito il Dipartimento di giustizia. Con due persone sospettate di essere state complici e di essersi dileguate armate il sindaco di Baton Rouge ha invitato immediatamente la popolazione - circa 250 mila persone - a non uscire di casa, se non strettamente necessario. Una sorta di coprifuoco volontario in attesa di decidere se imporre a pieno titolo un coprifuoco per evitare altre vittime. Stato di allarme intanto in tutte le principali città Usa dove si teme che prima ancora di avere stabilito se dietro alla carneficina ci sia stato un elemento di odio razziale potrebbero scoppiare nuove violenze come quelle avvenute a Dallas, Chicago, Los Angeles. Ma anche ad Atlanta, New York e Filadefia. Il tutto avviene mentre oggi inizia a Cleveland la Convention del partito repubblicano che terminerà giovedì con la nomina ufficiale di Donald Trump. Si temono scontri di piazza tanto che sono stati chiamati duemila agenti di polizia a sostegno delle forze locali. A creare ulteriore allarme c'è il fatto che in questa città dell'Ohio vive una numerosa popolazione afro-americana. Se dovesse emergere che il più recente scontro a Baton Rouge è nato per motivi razziali a Clevaland potrebbe scatenarsi il finimondo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA