La cooperativa edile che truffava il fisco

di Lydia Massia wIVREA Una società cooperativa di Ivrea, specializzata nel comparto dell'edilizia sia pubblica che privata, aveva architettato un sistema per frodare il fisco e per non versare l'Iva. Per giunta si circondava di un alone di impresa virtuosa, favorendo l'inserimento sociale e lavorativo di ex detenuti che impiegava in lavori di manutenzione. Lo ha scoperto la guardia di finanza di Ivrea, al termine di un'indagine durata poco meno di un anno, sulla quale c'è il più stretto riserbo. Gli inquirenti non vogliono fare il nome della cooperativa. Denunciato il rappresentante legale della società: un quarantenne residente in Alto Canavee. Dovrà rispondere di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false ed utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Nei suoi confronti inoltre la Procura di Ivrea ha avanzato una proposta di sequestro di beni e di valori che corrisponde alla cifra evasa. La società avrebbe occultato al fisco oltre 300mila euro di ricavi, indicato costi fasulli per circa un milione di euro, di cui 500mila derivanti dall'utilizzo di fatture false emesse da altre imprese del Canavese. Anche la posizione di queste aziende è al vaglio dell'autorità giudiziaria. Per il momento nulla di nuovo sarebbe emerso nei confronti di altre aziende, o di cooperative del territorio eporediese. Ma le indagini proseguono per risalire ad eventuali legami e compiacenze tra l'impresa di Ivrea ed altre ditte. Intanto, sempre da ciò che emerge dai primi passi dell'indagine è che la cooperativa non avrebbe versato Iva per circa 200mila euro. Il sistema scoperto dalla fiamme gialle eporediesi non è nuovo. Alla base ci sarebbe infatti un radicato e vorticoso giro di fatture false, utilizzate per aumentare fittiziamente i costi nel 2011 e nel 2012. Anche lo scopo sarebbe sempre il solito: versare meno soldi all'erario, quindi frodare il fisco. Il complesso sistema fraudolento avrebbe garantito alla cooperativa edile un notevole illecito risparmio d'imposta attraverso una sovraesposizione di costi, talvolta mai sostenuti per l'acquisto di materiali edili, oppure di attrezzature. La cooperativa edile opera in Canavese da molti anni. Prima occupava una decina di addetti, che si sono progressivamente ridotti nel giro degli ultimi anni, a causa della crisi dell'edilizia che ha colpito duramente anche in Canavese. Alcune ditte, soprattutto quelle di dimensioni minori, sono state costrette a chiudere i battenti lasciando a casa gli addetti. La cooperativa eporediese, finita nel mirino della guardia di finanza, in passato si era aggiudicata appalti per la realizzazione di collegamenti stradali in tutta l'area del Canavese, in considerazione delle sue lunga esperienza maturata nel settore dell'edilizia. Ma è attiva anche nel privato, in particolare nella costruzione di abitazioni residenziali. Era quindi una cooperativa al di sopra di ogni sospetto.