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LOCANA Il nuovo bar ristorante della Cialma è ultimato e aspetta un gestore. Lo ha comunicato il primo cittadino, Giovanni Bruno Mattiet, durante la seduta del consiglio comunale di mercoledì, a Locana, annunciando che nelle prossime settimane verrà indetto li bando per la concessione della gestione. «Cerchiamo un imprenditore del settore intenzionato a mettere a frutto le potenzialità di questa struttura non solo d'inverno, quando sono in funzione gli impianti sciistici, ma anche nelle altre stagioni – spiega il sindaco -. Un imprenditore che sappia anche promuovere eventi, come concerti, serate a tema, in modo di attrarre turisti tutto l'anno». In effetti, il posto è talmente bello che limitarne l'attività al solo periodo della neve sarebbe un peccato mortale. Del resto, la Valle Orco ha potenzialità inespresse ed è tempo che questo lembo di territorio diventi meta privilegiata. Il nuovo bar ristorante è il risultato del recupero della vecchia stazione di arrivo della sciovia del Carello, risalente agli anni Sessanta, un edificio in cemento che si trovava in condizioni di degrado e che è stato riqualificato ed ora ospita, appunto, un bar ed un ristorante da 100 posti, una veranda panoramica, un solarium al piano superiore e, al piano terra, dei locali per il ricovero dei battipista e di altri mezzi. I lavori di ristrutturazione, iniziati nel 2015, sono costati 600mila euro e rientrano in un progetto di sviluppo turistico finanziato con i fondi per i Comuni confinanti con le Regioni a statuto speciale. «Chi gestirà la struttura dovrà farsi carico dell'arredamento – puntualizza Bruno Mattiet- . Il Comune, purtroppo, non può provvedere, poiché pur avendo i soldi, non può utilizzarli. È l'assurda situazione provocata dalla legge di stabilità che paralizza ogni iniziativa dei Comuni virtuosi che, come il nostro, riescono ad avere un avanzo di amministrazione consistente. Una recente disposizione regionale,adesso, permette ai piccoli Comuni di utilizzare tali somme, ma non vale per Locana perchè supera i mille abitanti». Ornella De Paoli