Spaccata al bancomat della Banca Sella
FAVRIA Un'azione classica, con connotazioni di tipo militare, che la banda dei bancomat, come successo poco tempo fa a Rivarolo, nella filiale dell'Unicredit, in piazza Chioratti, aveva pianificato nei minimi particolari. Così, nella notte tra venerdì e sabato, si è consumata l'ennesima "spaccata" a un istituto di credito, nel caso specifico la sede di Favria della Banca Sella, localizzata nella centrale via Caporal Cattaneo, l'ex provinciale che attraversa il paese. Il bancomat è stato fatto saltare con una carica esplosiva che ha distrutto l'intero accesso al distributore automatico. È piena notte, come detto, nella cittadina, che ha fatto tardi per la manifestazione dei saldi, quando gli abitanti vengono svegliati da un forte boato. «Come fosse scoppiata una bomba, tanto che sono vibrati i vetri delle finestre - racconta uno dei residenti in centro - . Subito, pensavamo allo scoppio di una bombola del gas in qualche abitazione, ma poi il trambusto in strada ha chiarito che si trattava di qualcos'altro». Mentre gli ultimi irriducibili della notte bianca si apprestavano a rientrare a casa, il bancomat è saltato e, subito dopo, un'Alfa Giulietta sgommava a tutta velocità in direzione Busano. In alcuni locali commerciali il vuoto d'aria faceva scattare gli allarmi. Ironia della sorte, pare che i malviventi in fuga abbiano incrociato le pattuglie dei vigilanti che andavano verso la banca, e che non potevano certo immaginare che erano i responsabili del reato che si stavano dileguando. Sul posto, dopo pochi minuti, sono arrivati i carabinieri di Rivarolo e alcune auto della vigilanza privata della banca, ma dei banditi nessuna traccia. Come sempre avviene in circostanze simili, in tutto il Canavese sono stati istituiti posti di blocco da parte delle forze dell'ordine alla ricerca della Giulietta segnalata: per ora, tutto si è rivelato infruttuoso.Come detto, un piano ben congegnato in cui, quasi certamente, le macchine utilizzate sono state due: una per caricare la cassaforte scardinata e una seconda per la fuga dei rapinatori. Resta inspiegabile la scelta della notte tra venerdì e sabato. Difficile ipotizzare che i banditi non fossero a conoscenza della festa, super pubblicizzata, tra l'altro. Considerato come vanno questi eventi, era quasi scontato che ci fosse ancora gente in giro che avrebbe potuto notare i malviventi. Evidentemente, era una variabile che non li ha disturbati. Le indagini dei carabinieri sono state estese a tutta la provincia di Torino. Sull'entità del bottino la banca non ha fornito alcuna cifra. (s.z.)