Operaio ferito gravemente con l’acido

RIVAROLO Un operaio di Lombardore di 58 anni, Antonio Fedele, si trova da giovedì pomeriggio ricoverato al reparto ustionati del Cto di Torino con il 10% del corpo offeso dall'acido solforico. Non è in pericolo di vita ma l'acido gli ha provocato ferite gravi alle braccia e al torace. L'incidente poco dopo le 15 nello stabilimento Zinco Rotostatica, un complesso industriale di alcuni capannoni che si trova al numero 19 di via Feletto nella periferia di Rivarolo, lungo la statale 460. L'operaio stava eseguendo un lavoro utilizzando dell'acido solforico da applicare sui metalli prima della zincatura. Una procedura rischiosa ma che conosceva benissimo, essendo assai esperto e che aveva eseguito tantissime volte in passato. Nonostante questo per cause ancora da stabilire da parte della Polizia locale di Rivarolo e dallo Spresal presenti sul posto della disgrazia, l'operaio è stato colpito da un getto di acido solforico che gli ha causato gravissime ustioni nella parte superiore del corpo. L'esatta dinamica sarà ricostruita attraverso il racconto dei titolari dell'azienda e dei colleghi di lavoro, le cui testimonianze sono state raccolte dai tecnici dello Spresal dell'Asl/To4. A richiamare l'attenzione degli altri operai impiegati in azienda sono state le urla strazianti del 58enne che sentiva la sua pelle bruciare. I colleghi presenti in azienda hanno cercato di assisterlo. «Antonio aveva il torace e gli arti superiori corrosi dall'acido. Urlava e si dimenava. È sempre stato cosciente. Abbiamo subito chiamato i soccorsi» . Dalla centrale del 118 viene inviata sul posto un'ambulanza medicalizzata della Croce rossa il cui equipaggio, una volta raggiunta l'azienda, presta le prime cure. Intanto da Torino, si alzava in volo l'elisoccorso che dopo pochi minuti atterrva nel cortile della Nuova Zinco Rotostatica. Una volta sedato e stabilizzato l'operaio veniva caricato a bordo del velivolo e trasportato al Centro traumatologico di Torino. La prognosi al momento è riservata, anche se non si teme per la sua vita. Sotto shock i colleghi di Antonio Fedele: «È uno degli operai più esperti. Ha insegnato tante cose a ciascuno di noi. La sua prima regola era l'attenzione. E la prudenza. Sapeva che usare l'acido è uno degli aspetti più pericolosi della nostra professione. E Antonio ha sempre usato tutte le precauzioni del caso. Anche venerdì lo ha fatto ma qualcosa deve essere andato storto. Si è trattato di una tragica fatalità». Santo Zaccaria