L’asilo costa al Comune 180mila euro annui

CUORGNÈ Per il momento la parola chiusura non è pronunciata. Ma la sostenibilità economica dell' asilo nido comunale è un'impresa. Alle casse della Giunta costa 180mila euro l'anno. «Stiamo valutando con i tecnici come sostenere il servizio e quanto prima daremo delle indicazioni più precise con dei dati certi», sostiene il neo assessore all'Istruzione Davide Pieruccini. L'assessore al Bilancio Laura Febbraro che conosce bene la situazione economica del nido, per il momento è molto cauta. «Il problema sarà affrontato certamente dalla Giunta. Il calo delle iscrizioni è un dato di fatto. E i costi aumentano» Se il nido di Cuorgnè piange, non va meglio negli altri Comuni. Rivara ne vuole creare uno nuovo, recuperando l'ex Rosina, ma il progetto seppur ambizioso si scontra con la scarsa natalità e a Forno le rette sono state drasticamente abbassate pur di raccogliere iscrizioni L'unico Comune che ha una graduatoria di nuovi potenziali utenti, 31 per la precisione, è quello di Rivarolo che comunque fa fatica a far quadrare i conti. A Cuorgnè il problema è annoso. Lo aveva addirittura sollevato il defunto ex vicesindaco Mauro Aira che da imprenditore negli anni 2000 prospettava un futuro oneroso e pieno di guai per il nido cuorgnatese. Sosteneva Aira che il Comune avrebbe dovuto passare la mano ai privati per gli elevati costi gestionali, pur mantenendo il servizio. Una previsione che rischia di diventare d'attualità oggi, poiché i bambini in attesa di usufruire del servizio del nido di Cuorgnè per il prossimo autunno sono appena otto contro i 18 della stagione appena conclusa. Troppo pochi perché sostengano i costi, anche se ogni famiglia paga 454 euro al mese più altri 41 se si sceglie l'orario prolungato fino alle 18. Le tariffe dovrebbero coprire almeno il 50% dei costi ma così non è. Le tre maestre, la cuoca e l'addetta alle pulizie, avranno come utenti appena otto bambini. Si terrebbe in piedi un servizio cucina per preparare otto pappe, mentre il Comune gestisce una cucina centralizzata per le scuole, che non faticherebbe nel fornire otto pappe in più a costo zero. Da una prima analisi, al Comune al netto della retta che pagano i genitori, ogni bambino costerebbe circa 20mila euro l'anno, rispetto ai 13mila del passato. L'esborso per le casse comunali sarebbe di 180mila euro. A Cuorgnè, tra l'altro, c'è un asilo nido privato la cui retta è similare a quello pubblico con il vantaggio che offre un orario più flessibile, molto utile per chi lavora. Quindi in tante mamme hanno preferito rivolgersi al privato piuttosto del pubblico a parità di costo, mentre altre che non hanno più un lavoro, a causa della crisi, curano il proprio bimbo a casa. Da uno studio dell'Anci, risulta che un'amministrazione comunale spenderebbe di meno pagando una baby sitter a ogni bambino. In Comune studiano soluzioni. Anche impopolari.(s.z.)