Lago San Michele, l’acqua non è più rossa
di Vincenzo Iorio wIVREA Il lago San Michele sta meglio ed è in via di guarigione. Il piccolo specchio d'acqua che nel marzo scorso, così come nel 2005, si era dipinto di rosso per via di quelle che gli esperti definiscono alghe tossiche, le cianoficce, registra una regressione della fioritura delle stesse. Un dato positivo che ha spinto l'Agenzia regionale per l'ambiente a chiedere al sindaco Carlo Della Pepa di revocare l'ordinanza di fine marzo in cui si vietava la balneazione, la pesca, l'utilizzo di imbarcazioni, natanti e canoe nelle acque del piccolo lago dell'Anfiteatro Morenico. L'ordinanza è stata così ritirata martedì scorso. Nel lago San Michele, e questa non è certo una novità, è in atto da tempo un processo di eutrofizzazione, causato dalle presenza in eccesso di azoto e fosforo. Ma nelle ultime settimane la situazione è andata migliorando. Le ultime analisi effettuate dall'Arpa il 16 giugno scorso, su un campione di acqua, hanno evidenziato «la totale regressione del fenomeno di fioritura algale massiva e, quindi, il ripristino delle condizioni di normalità e salubrità delle acque del lago». Durante il sopralluogo di metà giugno, i tecnici dell'Arpa hanno anche ritenuto opportuno, data l'elevata trasparenza delle acque osservabile da riva, di prelevare un campione d'acqua in profondità, nello strato presumibilmente più densamente popolato dalle alghe. «L'osservazione al microscopio ottico - scrive la dottoressa Antonella Pannocchia, direttrice della struttura complessa Arpa - ha evidenziato una preponderanza di diatomee della specie Fragilaria crotonensis, che sono tipiche dei nostri laghi in questa stagione, e soprattutto una concentrazione minima di cianobatteri che può essere considerata fisiologica per il bacino del lago San Michele». Tutto risolto al lago San Michele? Quasi. «Di certo dovremo cambiare la regimazione delle acque, di concerto con la Città metropolitana, per cercare di ossigenare l'acqua e arrestare il fenomeno - spiega l'assessora all'Ambiente Giovanna Codato -. Con i tecnici dell'Arpa, inoltre, abbiamo anche stabilito un maggiore controllo delle acque del lago Sirio colpito anche esso una decina di anni fa dallo stesso fenomeno delle alghe tossiche che potrebbe ripetersi».