Sulla bancarella al mercato 2 targhe rubate in Comune
CASTELLAMONTE Rischia una denuncia per ricettazione l'ambulante che presente al mercatino dell'usato, sabato mattina, a Castellamonte, non ha saputo spiegare la provenienza di due targhe in ceramica relative ad altrettante strade cittadine, che si apprestava a commercializzare, risultate rubate dal deposito del Comune (o dalla scuola media Cresto di Castellamonte, durante lavori di sgombero dello stabile). A notarle, ancora imballate, nella bancarella, sono stati gli assessori Giuseppe Tomaino e Giovanni Maddio mentre stavano curiosando tra gli stand presenti al mercatino, diventato un appuntamento tradizionale per la città della ceramica, il primo sabato di ogni mese. I due amministratori comunali, visto che l'espositore non riusciva a giustificare la provenienza dei manufatti, hanno contattato i carabinieri (sono intervenuti quelli di Locana). Le targhe, realizzate nei laboratori della ditta di Roberto Perino, sono poi state riconsegnate al Comune, ma la vicenda, per certi aspetti, è surreale. Come detto, sono stati gli assessori Tomaino e Maddio a fare la singolare scoperta.«Sabato mattina abbiamo deciso di fare un giro al mercatino e guardando tra i vari banchi ci è caduto l'occhio su alcune targhe ancora imballate che sembravano proprio simili, se non uguali, a quelle realizzate per il nostro Comune - ha spiegato il vicesindaco durante la conferenza stampa di lunedì pomeriggio, a Palazzo Antonelli - . Aprendo l'involucro ci siamo resi conto che non solo sembravano, erano proprio quelle di Castellamonte. Le scritte che riportano i nomi delle vie Giovanni Casari e Don Severino Bertola non lasciavano spazio ad alcun dubbio. Abbiamo subito chiesto informazioni all'ambulante che però non ha saputo darci risposte esaurienti. Certamente, si tratta di un fatto molto strano: targhe che vengono trafugate e rivendute nella stessa città dov'è stato commesso il furto». Quando, una volta interrogato, il commerciante non ha saputo fornire indicazioni sulla provenienza del materiale, sono intervenuti i carabinieri di Locana che hanno provveduto all'immediato sequestro del materiale. «Per scrupolo - ha aggiunto Maddio - abbiamo anche provato a chiedere a chi le ha realizzate se per caso ne avesse fatte alcune copie, ma la risposta è stata negativa. E, comunque, lo stemma del Comune di Castellamonte, in alto, parla molto chiaro». Le forze dell'ordine hanno avviato delle indagini per cercare di ricostruire i diversi passaggi e capire come i manufatti siano poi finiti su quella bancarella. Sandra Torasso