Tiro con 18 cavalli in 5000 entusiasti
IVREA Ci sono oltre quattro mesi di intenso lavoro da parte di Giuseppina Gianotti dietro l'appuntamento con i tiri lunghi svoltosi al ring del Rondolino nel pomeriggio di ieri, domenica. Un impegno enorme che si è visto tutto, essendo il risultato una manifestazione perfetta sotto ogni punto di vista e che a buon diritto ha attratto, e soprattutto trattenuto fino alla fine, un andirivieni di persone che Renzo Galletto ha personalmente quantificato in oltre 5.000 presenze. Tutte accomunata dalla stessa certezza finale: quella di aver assistito a uno spettacolo unico nel suo genere Uno spettacolo in grado di elevare San Savino di Ivrea alle più grandi manifestazioni equestri internazionali. «Per tiri lunghi -spiega Giuseppina Gianotti - si intende un attacco che parta da 5 cavalli in su: un vero spettacolo di forza, coraggio e passione, ma anche collaborazione e amicizia. I tiri lunghi sono comparsi a Ivrea all'inizio degli anni '70, quando un gruppo di amici, dopo le sfide del Carnevale, si ritrovavano a fare festa a San Savino tutti insieme, a "parigliare" i cavalli, indipendentemente dal mantello e dalla razza. Il tutto è nato davvero per il piacere della compagnia e come sfogo dopo lunghe giornate di lavoro. Fa dunque parte della cultura equestre locale l'aver voluto riproporre anche quest'anno (dopo il felice tentativo sperimentale del 2015) l'esibizione dei tiri lunghi. Ben 13 team hanno sfilato nella piazza del Rondolino che, sebbene grande, è apparsa, alla fine, con i tiri più numerosi, quasi piccola, e hanno mostrato le più svariate e originali combinazioni di cavalli. «I team in scena - commenta Gianotti - sono stati di ogni età e hanno spesso visto affiancate vecchie e nuove generazioni, accomunate dalla passione per i cavalli e dall'amore per il territorio che li ospita». Per oltre due ore, Giuseppina ha accompagnato il succedersi dei team sulla piazza con un commento al microfono esperto e piacevolissimo, dimostrando di aver saputo apprendere e valorizzare al massimo la lezione paterna fatta di competenza, passione e stile. Fino all'apoteosi finale: l'ingresso sulla piazza del tiro a 18 di Paolo Vicario, da Bajo Dora, accolto, su precisa richiesta di Giuseppina, da un silenzio irreale rotto solo dal rumore degli zoccoli. Uno spettacolo incredibile, il tiro lungo praticamente quanto il ring. «Diciotto gelderland - ha sottolineato Vicario- miei e di cari amici, per un intervento spettacolare mai visto in città. Cavalli legati tra loro, senza timoni, dove l'eleganza e l'omogeneità l'han fatta da padroni». Franco Farnè