Arrivati pure a Castellamonte Per loro la villetta del prete
CASTELLAMONTE Venticinque migranti a Borgiallo, 24 ospitati a Castellamonte. Questi gli ultimi numeri legati ai flussi di uomini e donne costretti ad abbandonare la propria patria per ricrearsi una nuova vita. In AltoCanavese, in questo caso. Borgiallo quindi come Chiesanuova ed Ivrea diventa sede del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. La comunicazione, da parte della Prefettura e del Ministero dell'Interno è giunta nei giorni scorsi al Comune del piccolo centro della Valle Sacra che vanta una lunga tradizione di attenzione alle categorie svantaggiate (oltre all'accoglienza migranti, vanno rimarcati, per esempio, anche i progetti di inclusione per detenuti). Per la verità, lo Sprar avrebbe dovuto essere attivato già a partire dall'1 giugno, nel momento in cui è stata formalizzata l'aggiudicazione del bando a cui il Comune aveva partecipato, ma è evidente che, presi un po' in contropiede, ci vorrà qualche settimana per poter procedere col trasferimento degli ospiti attualmente alloggiati nella casa parrocchiale e in tre appartamenti, che lo status di rifugiato non ce l'hanno ancora (o non ce l'avranno mai), per far posto a chi questo diritto lo ha già acquisito. Diversa la situazione a Castellamonte dove sono giunti (la notizia era sconosciuta persino alle forze dell'ordine) 24 migranti camerunensi, ghanesi e nigeriani che saranno ospitati in una struttura della diocesi messa a disposizione da don Angelo Bianchi che darà loro, con una cooperativa torinese, cibo, vestiti e corsi d'italiano. Inutile nascondere che l'arrivo dei nuovi migranti ha fatto storcere il naso a parecchi. (ma.gi.)