Xylella: legittimo abbattere ulivi

BRUXELLES Gli ulivi e le piante ospiti potenzialmente malati di Xylella devono essere abbattuti. E l'Italia deve applicare queste misure, altrimenti rischia di veder avanzare la procedura d'infrazione Ue già aperta. È l'effetto della sentenza della Corte europea di giustizia a cui si è rivolto il Tar del Lazio dopo i ricorsi presentati da alcuni agricoltori per bloccare le eradicazioni degli alberi nel brindisino. Immediate le proteste di Coldiretti, che ha chiesto un incontro urgente con il governatore della Puglia Michele Emiliano che a sua volta ha parlato di «conseguenze inimmaginabili», e dei leader politici, da Salvini alla Meloni. Secondo i giudici di Lussemburgo, che hanno esaminato la causa con una procedura accelerata vista l'urgenza della situazione, la Commissione Ue «può obbligare gli stati membri a rimuovere tutte le piante potenzialmente infettate» incluse quelle «non presentanti sintomi d'infezione, qualora esse si trovino in prossimità delle piante già infettate» nel raggio di 100 metri. Questa misura, infatti, per la Corte «è proporzionata all'obiettivo di protezione fitosanitaria» ed «è giustificata dal principio di precauzione», in base alle prove scientifiche in possesso della Commissione.