Società Città futura, conti risanati

MONTANARO Critiche, ma non bocciature, dalla minoranza al consuntivo 2015 presentato in Consiglio. «Nel 2015 - aveva ricordato nella relazione introduttiva sindaco Giovanni Ponchia - l'amministrazione comunale ha cercato di migliorare la copertura dei servizi a domanda individuale, di mantenere almeno alcuni contributi alle associazioni, anche rinunciando a parte dell'indennità di carica di sindaco e assessori». Al centro dell'attenzione per buona parte dell'anno sono state la società Città futura e la reinternalizzazione dell'asilo nido, avvenuta per una favorevole congiuntura normativa e di bilancio verificatasi sul finire dell'anno. Questo ha permesso, per la prima volta, di sanare i conti della società partecipata Città futura in liquidazione e di salvare il posto di lavoro di due ex dipendenti comunali. «La normativa attuale tende sempre più a far ricadere sui bilanci comunali le perdite delle società partecipate e - ha spiegato Ponchia - per il nostro Comune diventa pertanto prioritario risolvere la questione della grave perdita di Città futura. Nel 2015 abbiamo posto le basi per la soluzione definitiva del problema». Tra i punti di forza ha ricordato l'inserimento del bacino di laminazione in area Ronchi nel programma Italia sicura. «Non sono d'accordo sull'enfasi messa sui diversi punti – ha sottolineato invece l'ex assessore Arcangelo Gallon -. Ad esempio l'inserimento all'interno di Italia sicura del bacino di laminazione sarà garanzia di contributo per la realizzazione? L'enfasi mi pare per lo meno circa il salvataggio del bilancio di Città futura in liquidazione. Appuntarsi sul petto la resurrezione della nostra cittadina lo lascerei per altre circostanze. Soprattutto quando questo non è merito proprio bensì un gradito regalo del governo centrale. Si è quasi tutti capaci di spendere quando si hanno i denari a disposizione. La capacità invece bisogna dimostrarla in tempi di vacche magre». Anche Davide Nicola di Uniti per il Cambiamento ha manifestato alcune perplessità: «Per la gran parte si tratta di spese che non nascono dalle idee di questa amministrazione, ma sono frutto di scelte precedenti. Vedremo». «Mi spiace per tutta questa negatività anche per i progetti futuri - ha replicato Ponchia -. Anche le critiche al progetto del nuovo bacino di laminazione nell'area a monte dei campi sportivi è inopportuna. Non è la cava di Ponchia, come la chiamate voi, ma un'opera idraulica che verrà restituita al Comune recintata con i soldi della Regione. È un'opportunità unica». (s.a.)