Giovane hacker nei guai per una frode alle Poste
FAVRIA Hacker canavesano a processo: è accusato di aver penetrato il sito delle Poste Italiane e di essersi accreditato tre ricariche Postepay per un totale di 1500 euro. Questa la singolare vicenda che ha dato origine al procedimento penale di primo grado nei confronti di Giovanni Catizone, 27 anni, di Favria, difeso dall'avvocato Mattia Fiò, ed accusato dei reati di accesso abusivo ad un sistema informatico e frode informatica. Il processo al giovane favriese è cominciato ieri nel tribunale di Ivrea, davanti al giudice monocratico Ombretta Vanini. I fatti risalgono al gennaio del 2012, quando Catizone, sulla sua carta Postepay, si fa accreditare (o gli vengono accreditate) tre ricariche di circa 500 euro ciascuna provenienti da tre diverse zone di Italia: Pisa, Trapani e Cosenza. Dopo pochi giorni, nelle procure delle tre città vengono presentate altrettante denunce da persone che, ignare, si sono viste decurtare le suddette somme a favore di Giovanni Catizone (che loro, presumibilmente, non sanno neppure chi sia). Le denunce mettono in moto la macchina investigativa della Polizia postale di Pisa che dopo una serie di accurate indagini finisce per incastrare il 27enne in quanto titolare della Postepay, attivata in Favria, e beneficiario dei 1500 euro. Secondo la tesi dell'accusa, il ragazzo avrebbe addirittura violato il sito delle Poste Italiane riuscendo a far transitare quel denaro. Un autentico esperto, dunque. «È vero che Giovanni Catizone è persona nota alle forze dell'ordine per il suo passato - ha riferito il suo legale - , ma equipararlo addirittura ad un pirata informatico è impensabile. Il mio cliente è sicuramente estraneo a quanto accaduto». Ieri mattina, giovedì, in aula, è stato sentito un unico testimone, il comandante dei carabinieri di Rivarolo che all'epoca aiutò la Polizia postale toscana a rintracciare Giovanni Catizone, ma che poco ha potuto riferire in ordine alle indagini che portarono alla sua denuncia. Per questo motivo, il pubblico ministero Roberta Bianco ha deciso di integrare con ulteriori testi il dibattimento. Il magistrato, quindi, ha disposto nuove audizioni rinviando il processo al prossimo 28 novembre. Valerio Grosso