«Talco senza amianto già dal 1978»
di Rita Cola w IVREA Tre fogli, presi da registri contabili vidimati dal tribunale e da un'anagrafe dei fornitori. Un documento è del marzo 1978 mentre gli altri due hanno la data del 15 maggio 1981 e 15 settembre 1981. Che entrano a far parte del processo. È un colpo di scena quello messo a segno lunedì dall'avvocato Tomaso Pisapia, difensore di Carlo De Benedetti, al processo per i morti e ammalati di amianto in Olivetti. L'avvocato Pisapia ha chiesto che quei tre documenti - inediti - e altri 101 presi, invece, dall'Archivio storico Olivetti tra quelli scartati dallo Spresal dell'Asl/To4 che, per conto della procura, ha svolto la maggior parte degli accertamenti nel corso dell'inchiesta, entrassero a far parte del processo. I tre documenti inediti - secondo Pisapia - dimostrerebbero che Olivetti, in buona sostanza, avrebbe utilizzato il talco senza amianto già dal 1978. E avrebbe quindi acquistato il talco non contaminato sia dalla Talco & grafite Val Chisone che dalla Materiali srl (che a sua volta si forniva dalla Talco & grafite Val Chisone) cui Olivetti si rivolgeva per piccoli quantitativi. L'avvocato ha chiesto l'acquisizione dei documenti . La procura, sostenuta in aula dai pm Laura Longo e Francesca Traverso si è opposta e precisando che almeno, per accertarne la provenienza, fosse disposto il sequestro degli interi registri. Il giudice Elena Stoppini ha deciso per l'acquisizione. E se per i documenti presi dall'Archivio storico la procura chiarisce che già si tratta di roba nota, vale invece la pena raccontare la storia dei tre inediti. Si trovavano in un magazzino di Strada Settimo, a Torino, di proprietà di Telecom. Un magazzino enorme, con qualcosa come 14mila scatoloni di documenti, la maggior parte da archiviare. Telecom ha comunicato l'esistenza di questo magazzino di documenti - probabilmente contenente documentazione di Olivetti e delle controllate via via che sono state smantellate - diversi mesi fa. Lo Spresal dell'Asl/To4, per conto della Procura, ha visitato il magazzino e scattato qualche foto. Da quel mare magnum di carta, lunedì Pisapia ha tirato fuori quei tre fogli. Per lui proverebbero che il talco era "pulito" fin dal 1978. La Procura, invece, sostiene che l'azienda seppe nel 1981 che il talco era contaminato, ma continuò ad utilizzarlo fino al 1986, e nel frattempo i lavoratori continuavano a respirare amianto. Il giudice Stoppini ha comunque dato alle parti il termine del 30 maggio per esaminare la nuova documentazione e presentare eventuali contraddittori. Sempre sul tema del talco, emerge intanto un'altra novità. E cioè che Paolo Fornero, 73 anni, uno dei testimoni chiave dell'accusa, è indagato per falsa testimonianza. Fornero il 28 agosto 2013, davanti ai pm Lorenzo Boscagli e Gabriella Viglione che lo interrogavano, aveva spiegato come il servizio ecologia di cui faceva parte avesse scoperto l'amianto nel talco con concentrazioni superiori di 500mila volte al consentito e, soprattutto, come per 5 anni non fosse stato fatto nulla. All'udienza del 17 febbraio, però, in aula aveva ritrattato tutto, sostenendo che il talco era stato sostituito nel 1981, dopo le analisi del Politecnico. Tornando all'udienza numero 14 di lunedì, sul banco dei testimoni sono saliti i consulenti di parte che hanno ricostruito l'organigramma dell'azienda e le posizioni di responsabilità. Per la Procura il consulente è l'avvocato Giancarlo Guarini, che ha esaminato il materiale preso dalla polizia giudiziaria all'Archivio storico Olivetti e poi ha condotto una ricerca nell'archivio della Camera di commercio nei bilanci depositati dove erano anche indicate le singole deleghe, tutte passate attraverso un atto notarile. Le difese, invece, hanno messo in campo come consulenti l'avvocato torinese Marco Weigmann e l'economista Giovanni Maria Garegnani di Milano, ordinario di economia aziendale all'università privata Jean Monnet e professore a contratto di contabilità e bilancio alla Bocconi. Sempre nell'udienza di lunedì, si è svolto anche un ulteriore contradditorio davanti al giudice tra il consulente della procura Corrado Magnani, epidemiologo, che sostiene come tutte le esposizioni all'amianto siano parimenti rilevanti per la contrazione della malattia, e il consulente della difesa Carlo Zocchetti, anche lui epidemiologo, che sostiene una tesi diversa. Il nuovo confronto tra consulenti - entrambi avevano già presentato la loro relazione - era stato chiesto dal giudice Stoppini sulla base delle nuove evidenze scientifiche sul tema amianto e malattie correlate. Ci vorrà ancora tempo fino alla fine del mese, invece, per i periti nominati dal giudice (Donata Bellis e Massimo Roncalli) per conoscere l'esito dell'esame dei vetrini e degli altri reperti per una conferma delle diagnosi di mesotelioma delle 14 vittime. Nonostante questo, il processo Olivetti non subirà rallentamenti. Per lunedì 18 luglio è prevista la sentenza. Prossima udienza lunedì 23, con le dichiarazioni spontanee dell'imputato Luigi Pistelli. Non ci saranno, invece, nè Roberto Colaninno nè Corrado Passera, come era stato in un primo tempo annunciato. Altre udienze: 13, 20, 22 e 27 giugno, 1,11 e 18 luglio.