Fine vita tra scelte e diritti negati
AOSTA In Italia è illegale, ma a pochi chilometri dai nostri confini, in Svizzera, si può fare. Ci sono sempre più persone che silenziosamente chiedono il suicidio assistito. E il caso di un cittadina di Aosta di 70 anni, da anni malata di tumore, che recentemente ha raccontato di essersi iscritta a una clinica svizzera dove viene praticata l'eutanasia. Nel frattempo il Parlamento è tornato a occuparsi di fine vita, ma secondo una scelta presa da tempo che è quella di separare la discussione sulla dolce morte da quella in tema di testamento biologico. Due cammini a passi ravvicinati, eppure paralleli. Da poco le commissioni Affari sociali e Giustizia della Camera dei deputati hanno incardinato le quattro proposte di legge sull'eutanasia, alcune delle quali toccano anche quelle che sono definite "dichiarazioni anticipate di trattamento", ma sempre nell'ottica dell'eutanasia. Per mercoledì 18 maggio, ore 17,30, la biblioteca dell'ospedale dell'Ausl della Valle d'Aosta ha organizzato una conferenza su "Scelte di fine vita: diritto negato e sacralità della persona". Il tema è delicato: le scelte di fine vita, il diritto negato e la sacralità della persona attraverso i pareri e le testimonianze di alcuni professionisti che affronteranno la tematica da angolature diverse. Ci saranno Silvio Viale, medico, componente dell'associazione Luca Coscioni, Marco Musi, oncologo, responsabile dell'hospice e delle cure palliative e Giovanni Donati, bioeticista e chirurgo toracico, entrambi operatori dell'Ausl della Valle d'Aosta. L'incontro sarà aperto da Giorgio Galli, giornalista, dirigente della biblioteca Maria Bonino e direttore della comunicazione dell'azienda sanitaria e da Giovan Battista De Gattis, presidente di Cittadinanzattiva e componente della Lega italiana contro il dolore della valle.