Il castello è inagibile, stop alle visite
di Simona Bombonato wIVREA Il castello di Ivrea è stato chiuso al pubblico. Il Comune ne ha dichiarato l'inagibilità alla luce del sopralluogo con cui l'Ufficio tecnico ha accertato che i coppi e le tegole del corpo centrale, sul lato destro rispetto all'ingresso, non sono più stabili. In presenza di vento forte, il pericolo che qualcosa piombi sulla testa delle persone sarebbe concreto. Questo significa nell'immediato stop alle aperture domenicali (una al mese da maggio a settembre) nel contesto del circuito di promozione turistica "Castelli e dimore storiche", che infatti per la domenica di esordio, il prossimo 29 maggio, in Canavese, prevede aperti i soli castelli di Masino, Parella, Castellamonte. Iniziativa, questa, che l'anno scorso era valsa al castello di Ivrea 2000 biglietti staccati a due euro l'uno, soldi destinati all'associazione di volontari "Amici del castello di Ivrea" che si occupa delle aperture, appunto, per la piccola manutenzione, la sistemazione delle bandiere, la cura del verde e la pulizia, in virtù di una convenzione col Comune rinnovata ogni anno proprio a inizio maggio. Il castello che Giosuè Carducci caratterizzò come "dalle rosse torri" fu costruito nel 1358 per volere di Amedeo VI di Savoia, quale simbolo del dominio sabaudo su Ivrea e Canavese. Di proprietà del Demanio, è di competenza del Comune per quel che concerne la manutenzione. Ora, a inagibilità accertata, dal municipio fanno sapere di aver stanziato 15mila euro per la messa in sicurezza, ma non ci sono certezze sui tempi. A rischiare, dunque, oltre alle visite domenicali mensili che a questo punto sembrano già perse, è la rassegna Ivreaestate che fino all'anno scorso è stata ambientata anche nel cortile del castello con concerti e spettacoli dietro la regia dell'associazione culturale Rosse torri. «L'Ufficio tecnico è stato subito incaricato di attivare l'iter finalizzato agli interventi» spiega l'assessore alla Cultura Laura Salvetti. Mentre dal vicesindaco, nonchè assessore alle Manutenzioni, Enrico Capirone, arriva la conferma dei 15mila euro stanziati a questo scopo. Sui social, però, si è scatenata la polemica da parte di quanti puntano il dito contro la giunta per aver deciso di spendere quasi mezzo milione di euro per la candidatura Unesco, a fronte invece di un patrimonio storico e architettonico che chiede di essere salvato (vedi chiesetta barocca di San Gaudenzio, per fare un esempio). Proteste e pareri diversi a colpi di post che potrebbero portare presto a un incontro tra l'associazione Amici del castello di Ivrea e altri volontari ancora interessati a condividere un progetto di valorizzazione del castello stesso che, una volta messo in sicurezza, «potrebbe ospitare parte dei pezzi che si trovano al museo Garda e non sono valorizzati – dice Giuseppe Vittonatti, ex consigliere comunale oggi nel mondo delle associazioni di San Bernardo –. Delle condizioni del castello, dove piove dentro, ne parlai io una quindicina di anni fa. Ero ancora in consiglio comunale. Siamo di nuovo qua a prendere atto di un problema che esiste da tempo». Dentro al castello non c'è più nulla. La dimora ha perso quasi ogni traccia della propria connotazione storica, a partire dagli arredi, diventando carcere nel 1750 e rimanendo tale fino agli anni Settanta. Oggi è sempre l'associazione degli Amici del castello, di cui è presidente Pietro Ramella di Pavone, a occuparsi di contestualizzare le visite degli appassionati, con la posa di passatoie e del plastico dell'edificio. Vista l'inagibilità, la convenzione quest'anno non le è stata rinnovata. Tutto è rinviato a data da definire.