Ora il “cerchio” di Renzi si sente assediato
di Nicola Corda wROMA Non è uno scandalo come altri e si era capito subito quando a commentare l'arresto eccellente si è subito precipitato il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini. Nella città di Lodi è stato sindaco per sette anni e l'attuale primo cittadino è stato suo assessore ed erede designato. «Ho conosciuto in questi anni Simone Uggetti come amministratore competente e accorto e come persona più che corretta e limpida» scrive in una nota che prosegue con la «piena e totale fiducia nel lavoro dei magistrati, confidando che si faccia chiarezza con la massima rapidità». Se il premier Matteo Renzi sceglie, almeno per ora, la linea del silenzio, nel partito del Nazareno si respira però un'aria strana, miscela tra preoccupazione e smarrimento, anche se nessuno dirà mai niente sul moltiplicarsi delle inchieste giudiziarie intorno agli amministratori dem. Guai a dire che c'è un accerchiamento sospetto, in questo caso poi si tratta di un provvedimento d'arresto così clamoroso che deve essere ben supportato e i magistrati «avranno certamente elementi forti». Gli uomini di Verdini non la pensano così, tanto che il senatore D'Anna di Ala sostiene che «sia in atto un'offensiva della magistratura contro Renzi e il governo». Per il Pd la nuova bufera giudiziaria è certamente un duro colpo, per la vicinanza stretta con Guerini e dunque al cuore del potere renziano. «Immagino che arriverà un'autosospensione da parte di Simone Uggetti», afferma Emanuele Fiano che subito dopo però si scaglia contro la Lega e il Movimento 5 Stelle che avevano accostato il Pd al malaffare. «Fanno sciacallaggio, si occupino dei loro scandali, dalle dentiere alle mutande verdi fatte pagare ai contribuenti. Da loro non prendiamo lezioni, da noi chi sbaglia paga e non gridiamo al complotto». Con le elezioni amministrative alle porte però salta ogni regola ed è il capo del Carroccio Matteo Salvini che punta dritto al partito del premier: «Forse nel Pd di Renzi c'è un problema di onestà, prossima riunione a San Vittore?». Il M5S convoca una conferenza i giornalisti ufficialmente per presentare «un pacchetto di norme anticorruzione» ma con l'occasione snocciolano le ultime inchieste che hanno colpito gli amministratori del Pd, in Campania, in Basilicata, a Roma con Mafia capitale e ora a Lodi. «Il quadretto è sempre lo stesso, di mezzo ci sono gli appalti» accusa Danilo Toninelli aggiungendo che il sindaco arrestato con la nuova costituzione «domani potrebbe diventare senatore». C'è un'emergenza legalità, «mafia e tangenti sono le facce della stessa medaglia» accusano i 5 Stelle che lanciano la sfida al Pd con le loro proposte anticorruzione. «Prima che perdano la faccia, votino il nostro pacchetto, se vuole Renzi può farlo vagliare a Verdini» propone con una punta d'ironia Alessandro Di Battista. Ma oltre gli attacchi, dagli esponenti del M5S arriva anche un'apertura sulle modifiche alla prescrizione: «Inutile aumentarla, meglio farla partire dal rinvio a giudizio, in subordine siamo disponibili a votare una soluzione per farla decorrere dopo la sentenza di primo grado». ©RIPRODUZIONE RISERVATA